Il Drago del pressappochismo. Quando di beni culturali si parla per polemica.

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa della Direzione Generale Musei – Polo Museale della Calabria in merito a degli interessanti prestiti reciproci tra il Museo Archeologico dell’Antica Kaulon e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. È soltanto di ieri, infatti, la nota pubblicata dallo stesso Polo Museale – nella persona del direttore Angela Acordon – che si preoccupava di smorzare alcune polemiche sorte negli ultimi giorni in merito alla richiesta di prestito da parte del MArRC di Reggio Calabria del celebre mosaico del drago di Kaulon, custodito proprio all’interno del complesso museale di Monasterace. Polemiche, ci permettiamo, a nostro avviso piuttosto sterili e che si possono spiegare in un solito e triste modus operandi calabro che, purtroppo, ha luogo anche tra le più prestigiose sedi della cultura nostrana. Trovando inspiegabilmente strana una normalissima richiesta di prestito temporaneo (una mostra di tre mesi nel museo reggino: “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia”) che prevedeva un regolare scambio (la Testa della Sfinge di Passoliera) e comunque accettata dalla direzione del museo di Monasterace, voci della comunità locale e del mondo calabrese legato ai beni culturali si sono levate gridando quasi al complotto e asserendo che la richiesta di prestito, in realtà, nascondesse chissà quali manie di “furto” da parte del MArRC di Reggio Calabria. Una potente miscela di campanilismo e  provincialismo (la stessa che fa immaginare a diversi “l’ingiustizia” del custodire i Bronzi di Riace a Reggio e non dove furono ritrovati!), insomma, ha come accecato i più reconditi barlumi della ragione e non ha permesso, tra l’altro, di capire come mai il Museo Archeologico dell’Antica Kaulon avesse accordato il prestito del nostro (e lo diciamo qui inteso come della collettività nazionale ed europea) bel drago. (Ecco perché sentiamo di condividere a pieno queste parole di Angela Acordon – Polo Museale della Calabria – alle quali facevamo riferimento prima: «Se per qualche mese il Drago si sposta entrando a far parte di una mostra che inanella una sequenza di capolavori provenienti dai più importanti Musei archeologici d’Italia – continua il direttore del Polo museale –, non credo che ciò venga a detrimento del Museo dal quale il Drago proviene, ma penso anzi che esso venga ancor più valorizzato e che venga aumentata la diffusione della sua conoscenza, portando in futuro più persone a cercarlo nel Museo della cittadina di Monasterace».

Ecco invece la nota stampa di oggi, che chiude la vicenda con una bella descrizione di ciò che varrà da “contropeso” per il tanto temuto prestito del drago. E pare proprio che al nostro animaletto non abbia nulla da invidiare.

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Nei prossimi giorni il Museo Archeologico dell’antica Kaulon accoglierà la Testa della Sfinge della Passoliera, un bellissimo esempio di scultura in terracotta di età arcaica attualmente esposta presso il MArRC di Reggio Calabria e rinvenuta a Kaulonia agli inizi del Novecento.

Infatti nell’ambito dello scambio istituzionale tra Polo Museale della Calabria – Museo Archeologico Nazionale di Kaulonia ed il MArRC che vedrà il mosaico pavimentale del Drago tra i reperti inclusi nel percorso espositivo della mostra “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia” che verrà inaugurata presso lo stesso museo, la Testa di Sfinge su espressa richiesta del direttore del Polo e del direttore del Museo ritornerà per la prima volta nel suo luogo di provenienza.

Un reperto che Paolo Orsi rinvenne in fosse di scarico insieme ad elementi architettonici pertinenti ad un santuario extraurbano demolito già in antico, costituito da più edifici databili tra la fine VI e la prima metà V secolo a.C.. Parti di questi elementi architettonici caratterizzati dalla presenza di teste leonine dalla vivace policromia, oggi costituiscono un interessante settore espositivo del museo archeologico di Kaulonia afferente al Polo Museale della Calabria.

La Testa richiesta in prestito, è un bellissimo esempio di scultura in terracotta, policroma – forse, elemento decorativo forse, offerta votiva – databile alla seconda metà del VI secolo a.C. che ha sempre affascinato i visitatori del museo reggino fin dai tempi della sua prima esposizione.

La sua importanza e il legame con il sito della Passoliera già documentato, nell’esposizione museale cauloniate, ad avviso del Polo costituiscono un’opportunità importante per poter ammirare un reperto mai esposto nel territorio in cui fu rinvenuto.

Un’esposizione che sarà supportata nei mesi della durata del prestito da iniziative ed attività collaterali curate dalla direzione del museo.

Il Museo Archeologico dell’antica Kaulon, diretto da Rossella Agostino, è afferente al Polo Museale della Calabria guidato da Angela Acordon.

Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventisette anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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