” Torneremo a essere re …”

Questa frase è spesso detta da molti, anche se non proprio “re”, però spesso si promette, ci si promette, di tornare ad essere in un modo speciale, un modo particolare, il modo che appunto, ci ha fatto sentire “re”.

Lo dite appunto a chi era accanto a voi nel momento del “dominio”, colui che è stato vostro gran visir, è che in un certo senso, lo è ancora.

Cos’è stato questo periodo precisamente? Il momento di maggiore autostima di maggiore rispetto verso voi stessi, i vostri amici, nessuna paura verso il giudizio altrui, e solo tanta voglia di vivere e di essere felici.

Insomma quel periodo in cui avevate tutto, o almeno, pensavate di averlo.

Per me l’anno 201/2011, primo anno di università con bravi, simpatici e divertenti coinquilini, una vita universitaria abbastanza scorrevole, buoni amici, e il pensiero di essere avviato verso, diciamo, la ricerca di un rapporto di amore con qualcuno.

Il punto di ‘sto discorso, è che, ultimamente mi sono sentito nostalgico di questo periodo, per non riuscire a sentirmi in maniera positiva come quel periodo lì.

Diciamo che la cosa che può dare fastidio di una cosa come “la sindrome di peter pan” o “I wanna live forever young”, può essere l’illusione, o la voglia di restare sempre uguali, io sono sempre stato un po’ contro, perché anche a me piacerebbe essere sempre giovane, ma anche se diciamo, l’invecchiamento è “un male”, almeno è anche un cambiamento, io credo nel cambiamento e quindi nel miglioramento.

Del resto studiando formazione, in cui ti ripetono “long life learning” e miglioramento costante ad ogni età, mi sembrerebbe brutto non crederci.

Ma io stesso sono stato vittima di queste cose, e ho pensato a vivere la vita sempre con alcuni concetti, solo ultimamente ho pensato a “svecchiare” dei miei punti di vista, che anche se erano dei “capisaldi”, non vanno più bene, se ci fanno sentire male, addormentati ed insoddisfatti.

Insomma c’è un concetto di “depressione”, eterna tristezza e insoddisfazione appunto, parlo in generale perché so di non essere il solo a sentirmi così.

Sono giunto a delle importanti conclusioni, tra cui: non basta avere dei successi per accrescere la propria autostima, è una cosa che deve partire da noi stessi.

E per vivere un’esperienza davvero, bisogna imparare da essa, vivendola, riflettendo su di essa, e la consapevolezza.

Ho quindi pensato a quel periodo in cui mi sentivo re, e ho elaborato tutta la vera fragilità e debolezza che c’era in esso, e il modo in cui alla fine mi ridussi proprio per quella presunzione, per quella forza, sfuggita presto dalle mani.

E credo che anche voi sappiate come ci si sente, quando si cade rovinosamente e si perdono cose a cui si teneva molto.

L’assist di questi pensieri mi è stato dato da una persona, V, con cui ormai più di un mese fa, incrociai lo sguardo e vidi di essere visto in un certo senso, come un tempo, e ho detestato questo, in un certo senso, mi sono detestato.

Sono grato di questo, è valso più uno sguardo di chi non mi parla più di migliaia di parole di amici, ci si sente male ad aver fatto sentire male gli altri, ad essere dipinti come mostri, come qualcosa che non siamo, che non ci siamo mai sentiti di essere.

Sono grato a questa persone per avermi dato all’epoca la voglia di cambiare luogo, e cambiare la mia vita che non mi piaceva, come oggi, ringrazio per avermi di nuovo dato questa voglia, e questa consapevolezza.

Non so se mai questa persona leggere questo articolo, se sì, vorrei chiedere scusa a te e alle altre persone coinvolte per essere stato in quel modo, e che comunque, quello che conta sempre e sapere di voler bene a qualcuno, e che l’odio non ha mai fatto parte di me.

Essere spinti all’odio anche da parte della gente che ti difende non è un bene: gli amici che difendono, spesso sono … non molto utili per il cambiamento e miglioramento.

Non tutti son capaci di ascoltare …veramente.

 

Spero di essermi fatto capire, fatemi sapere se v’è piaciuto questo articolo, se sì, condividetelo.

In verità non so se qualcuno veramente legge questi articoli, io confesso di non leggere quasi mai quelli altrui, cercherò di leggervi, per rispetto anche verso chi tra voi potrebbe leggermi, sperando di dare un’idea, perché di nuovo, se nessuno legge gli articoli, il blog non ha molto senso.

 

Buona giornata a tutti, dal vostro
Paolone, aka Michaeli1941.

(questa firma è praticamente qualche nomignolo dato da amici di bologna… Che son contento di avere, perché appunto, mi hanno fatto sentire sempre accettato, e non certo un mostro.).

 

Paolo

nato nell'ultimo degli anni 80, nella città propensa verso lo studio di ogni pregio e difetto delle persone, eccomi qui. Appassionato di romanzi, specie quelli di avventura, cresciuto con Salgari e altri romanzi di avventure del mare, ho iniziato da lì, ad appassionarmi al mondo dell'avventura. Anche se dovrebeb essere il mio genere "prediletto" insieme al fantasy, non amo dare etichette, come dicono amici che dicono che ascolto rap. è vero, ascolto molto spesso quella musica, ma ho anche periodi in cui mi ipnotizzo o coi foo fighters o con gli u2, per dire. Amante della natura, del silenzio, dell'amore (quello vero), delle donne, dell'amicizia, dei videogiochi e delle serie tv. La mia cultura non si ferma al libro e alla musica, si amplia nella conoscenza degli altri e dell'altro.

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