La dolce solitudine fra scale da salire

È un continuo loop di parole, immagini, azioni, numeri e scale e poi di nuovo parole e così all’infinito.

Il corridoio lungo e stretto è sempre più affollato, e ci sono anche molti giovani. Questi, non fanno altro che puntarmi addosso taglienti interrogativi, in un silenzio che gela l’anima. Fuori c’è il sole, fa caldo, eppure sento freddo. Ci si guarda, spesso, lungo il corridoio, c’è un’aria comune di rispetto e di vuoto … qualcuno siede su uno sgabello in assenza di sedie sufficienti, qualcun altro si alza e chiede all’altro di prendere il suo posto. È giusto fare così.  Io a volte cammino, altre volte scendo giù al piano di sotto per caricare il cellulare, poi risalgo, e si aspetta.

Fra tutte le altre cose, è lei, sì, proprio l’attesa a terrorizzare lo sguardo comune. Si attende qualcosa che forse avverrà, forse no. Un giorno migliore, o peggiore. Si attendono cose, e si creano in fretta progetti che fino a qualche mese fa non credevi di immaginare neanche lontanamente, che insomma credevi davvero impossibili, su cui non avresti neanche scherzato. Insieme all’idea di malattia ecco impossessarsi l’idea, più forte che mai, di vita, di nuova vita, e di amore, di passione, di cuori che battono.

In questo preciso istante la paura non esiste più.

La solitudine non è mai stata così dolce.

È tutto così incredibile!

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