Sarà intitolata ad Adele Bruno una sala della Biblioteca Palazzo Nicotera “Nessun nodo violento leghi mai la nostra vita”

“Nessun nodo violento leghi mai la nostra vita”.

Porterà il nome di Adele Bruno una sala della Biblioteca comunale di Lamezia

Sarà anche donata un’opera realizzata dall’artista Francesco Antonio Caporale

 

Il prossimo 27 novembre 2018 alle ore 10.00 una delle sale della Biblioteca comunale di Palazzo Nicotera, sarà intitolata Ad Adele Bruno prima vittima lametina di femminicidio. Oltre all’intitolazione della sala ci sarà la scopertura di una targa in ricordo della giovane uccisa dal suo fidanzato nel 2011. L’iniziativa è ideata e promossa dall’associazione Ara Donne Insieme presieduta dalla giornalista Nadia Donato. L’iter per la richiesta di intitolazione di un luogo pubblico alla lametina barbaramente uccisa è partito un anno fa ed ha trovato compimento qualche giorno fa, quando gli uffici comunali hanno dato il loro placet.

Alla cerimonia sarà presente la terna commissariale che guida il Comune di Lamezia. I commissari Francesco Alecci, Maria Grazia Colosimo e Rosario Fusaro, si sono detti ben lieti di presenziare ad un evento così significativo a cui hanno dato il pieno benestare.

Grande attenzione e disponibilità è stata dimostrata dalla Dott.ssa Colosimo, molto sensibile alle tematiche riguardanti la difesa dei diritti delle donne. La targa che sarà affissa in Biblioteca è stata voluta dall’Ente comunale.

Per l’occasione l’associazione Ara Donne Insieme donerà alla Biblioteca un’opera, realizzata appositamente in memoria di Adele Bruno, dall’artista lametino Francesco Antonio Caporale. “L’opera commissionatami dall’associazione Ara Donne Insieme – spiega il Maestro Caporale – mi ha dato modo di poter esprimermi ancora una volta, sullo straziante argomento della violenza sulle donne. Per Adele ho affrontato questo lavoro con una pittura su tela. La scelta anche da parte dell’associazione è caduta su un particolare disegno dove viene rappresentato un albero. La chioma dell’albero perde le sue foglie velocemente, lasciando nudi e spogli i suoi rami e come mossi da un vento li scuote e fa precipitare le foglie in un vortice”. Caporale precisa: “Non ci sono piani di riferimento o prospettive, ma tutta la scena è sospesa, si svolge immersa nel rosso, impasto cromatico che allude al colore del sangue ma sporco, intriso di altri colori. Colori stesi nella velocità del gesto dell’esecuzione, non vuole essere una pittura tecnica ma una pittura immediata dove il gesto, il segno, si concentra e si concede al racconto fino alle radici dell’albero, contenitore di un ventre, di un seme, di un parto dolente”.

L’artista aggiunge: “La vita rimane lì, rinchiusa e prigioniera, sospesa rannicchiata e muta senza fare rumore, senza via di scampo. L’uomo, la donna, hanno lo stesso percorso. Fragilità, violenza, sorprusi, abbandoni, miseria, anime vuote, confinano e distruggono l’amore di ogni unione”.

Alla cerimonia saranno presenti i parenti di Adele Bruno, il Prefetto di Catanzaro Francesca Ferrandino, il centro Demetra e l’Associazione Nazionale Donne Medico. Sono inoltre invitate tutte le associazioni attive sul territorio e non solo quelle che si occupano di violenza sulle donne. Naturalmente l’invito è esteso anche ai semplici cittadini che volessero presenziare all’iniziativa.

 

 

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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