Presentata docu – inchiesta “La rivincita di Casale Monferrato” di Rosy Battaglia, “Perché in Calabria non si prova a combattere”?

Ph. Riccardo Candurro, 19 gennaio 2019

Al Caffè Letterario del Chiostro di San Domenico a Lamezia Terme è stato presentato, per la prima volta in Calabria, la docu-inchiesta ‘La rivincita di Casale Monferrato’ di Rosy Battaglia, giornalista professionista  e fondatrice di Cittadini Reattivi. L’evento ha visto la collaborazione di: Fondazione TRAME.festival, Legambiente Calabria, Sistema Bibliotecario Lametino, Associazione Cittadini Reattivi.

L’inchiesta vede la regia e le riprese di Rosy Battaglia, il montaggio e la grafica di Marco Balestra, e le musiche originali di Assalti Frontali. La produzione è di Cittadini Reattivi Associazione(Crowdfunding civico su Produzioni dal Basso).

Una storia di resistenza e di lotta per ottenere giustizia contro un male causato da quella maledetta Eternit, la mostruosa fabbrica che produceva cemento-amianto e che ha scatenato la morte di tantissimi cittadini nella città di Casale,  la prima città nel 2020 completamente libera da eternit.

Alla presentazione hanno preso parte e sono intervenuti Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria, e Michele Albanese, giornalista del Quotidiano del Sud che negli anni ha scritto di cronaca nera, portando allo scoperto fatti eclatanti di ‘Ndrangheta (Oppido Mamertina) e per questo in pericolo.

Dopo la visione del documentario e un piccolo intervento di una commossa Rosy Battaglia, Francesco Falcone ha subito mostrato la mappatura dei siti contaminati in Calabria, dichiarando che su un milione di abitazione nel 10% di queste è presente eternit e che, nel 2016, si contavano 88 ettari di terreno contaminato.  “L ‘esempio di Casale è un esempio da seguire – aggiunge – noi cittadini dobbiamo attivarci senza aspettare che qualcuno faccia le cose per noi. Dobbiamo iniziare a essere preoccupati”. L’intervento di Michele Albanese invece è stato crudo, duro, rabbioso e provocatorio. Quasi esasperato nella ricerca di una speranza che non deve morire mai. A gran voce dice che “L’esempio di Casale qui è un’utopia, la nostra terra è una terra di misteri, di segreti, una terra che sta morendo. Senza coscienza non può esserci una rinascita”. Parla della sua Gioia Tauro, città che ospita un inceneritore obsoleto, fatiscente, che pompa diossina, attaccando l’Arpacal che non fornisce dati sulla qualità dell’aria. “La nostra terra – conclude – è    una terra dove non c’è rabbia e non c’è rivoluzione”. La speranza è quella che quest’incontro abbia suscitato qualcosa nell’anima dei presenti e che questo qualcosa possa essere trasmesso a tutta la cittadinanza. La domanda è: perché a Casale si è riusciti a vincere e qui non si prova nemmeno a combattere?

 

 

Riccardo Candurro

(Allievo Visioni Civiche – Trame)

 

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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