Claudio Giunta e i suoi consigli su “Come non scrivere”, leggere molto e impegnarsi

Claudio Giunta, professore di Letteratura italiana all’università di Trento e specializzato in poesia medievale,  ha presentato al Tip Teatro di Lamezia Terme  il suo nuovo libro “Come non scrivere”. L’idea è nata dopo che l’autore, correggendo i compiti scritti dei ragazzi della sua università, si è reso conto che scrivere bene in italiano è una cosa che non va tanto di moda e quindi ha realizzato dei corsi di scrittura in italiano con l’intento di far capire come scrivere bene. Corso che in realtà si è trasformato in come non si deve scrivere in italiano. Il materiale che ne è uscito da questi corsi ha dato il la alla stesura del libro, consapevole del fatto che libri del genere, in Italia, non esistevano.

Una presentazione molto coinvolgente, grazie sia alla fantastica personalità che contraddistingue l’autore ma grazie anche al pubblico che accorso numeroso all’incontro si è cimentato in diverse domande creando un clima molto familiare. I riferimenti di Claudio Giunta non sono solo letterari,  spaziando su più generi.

All’inizio del libro si possono leggere tre regole che l’autore indica come regole da seguire se si vuole scrivere bene, sono regole che prendono il nome non solo da personaggi come Catone ma anche personaggi sportivi come Borg o personaggi inventati di serie tv come Silvio Dante, dei Soprano.

Il consiglio che Claudio Giunta da a chi si cimenta nella difficile arte dello scrivere è sicuramente quello di creare contenuti semplici, dinamici, cercando di non annoiare il lettore con scritti ampollosi che sono solo fumo e privi di veri contenuti. Il suo non è un libro provocatorio ma come ha detto lui “è la realtà a essere provocatoria, è la scrittura fatta male che mi provoca”. Ammette di essere spaventato, quasi terrorizzato quando deve scrivere qualcosa ma spiega che “la paura non è altro che consapevolezza di quello che si deve fare”. Una presentazione, quindi, diventata una lezione illuminante su cosa si può fare e su come si può migliorare il nostro modo di scrivere.

 

 

 

 

Riccardo Candurro 

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