L’emozione del silenzio, appunti sparsi a fine inverno

Sono le 16,04 sono stesa sul letto e guardo il sole di riflesso alle finestre del palazzo di fronte.
È quasi metà di febbraio, e prego che questo inverno mi si allontani presto.
Cerco un silenzio, lo cerco fino in fondo, mentre elimino, faccio pulizia, di tutte le cose banali degli ultimi tempi. Lo trovo. Lo afferro, e con esso mi ristoro.
Mi commuove questo giorno, come l’immagine di me.
Ho rimosso il pensiero della linea di confine fra certezza e incertezza.
Non c’era. Ho rimosso ciò che, nei momenti di buio, andavo a cercare per protezione.
Era solo artificio.
Gli amici, le parole, i come stai ripetuti solo per uno scambio di leggerezza.
Le nuvole mi guardano piano, oggi, e mi accarezzano.
Io mi sorprendo di tutto ciò che ho rimosso, e mi regalo un abbraccio.
Mi dondolo su quanto ancora di bello i miei occhi devono vedere, su quanto di curioso mi attende, per farsi accompagnare.
Oggi, nel silenzio, ho trovato qualcosa.
Come la pazienza, la disciplina, la costante ricerca di me, che non mi abbandona mai e mi consente di vivere forte.

Valeria D'Agostino è giornalista pubblicista, curiosa del bello, amante della natura e della poesia. Ha contribuito a realizzare il Tip Teatro di Lamezia Terme, già ufficio stampa di Scenari Visibili, blogger sin dagli esordi di Manifest Blog. Ha lavorato per Il Lametino, attualmente corrispondente esterna della Gazzetta del Sud. Nell'ambito della scrittura giornalistica ha prediletto un interesse particolare per le tematiche sociali, quali in primis la sanità e l'ambiente, culturali, e artistiche. Si divide fra Lamezia Terme e Longobardi, costa tirrenica cosentina dove si occupa di turismo e agricoltura biologica. "Un buon modo per dare concretezza al concetto di fuga".

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