L’emozione del silenzio, appunti sparsi a fine inverno

Sono le 16,04 sono stesa sul letto e guardo il sole di riflesso alle finestre del palazzo di fronte.
È quasi metà di febbraio, e prego che questo inverno mi si allontani presto.
Cerco un silenzio, lo cerco fino in fondo, mentre elimino, faccio pulizia, di tutte le cose banali degli ultimi tempi. Lo trovo. Lo afferro, e con esso mi ristoro.
Mi commuove questo giorno, come l’immagine di me.
Ho rimosso il pensiero della linea di confine fra certezza e incertezza.
Non c’era. Ho rimosso ciò che, nei momenti di buio, andavo a cercare per protezione.
Era solo artificio.
Gli amici, le parole, i come stai ripetuti solo per uno scambio di leggerezza.
Le nuvole mi guardano piano, oggi, e mi accarezzano.
Io mi sorprendo di tutto ciò che ho rimosso, e mi regalo un abbraccio.
Mi dondolo su quanto ancora di bello i miei occhi devono vedere, su quanto di curioso mi attende, per farsi accompagnare.
Oggi, nel silenzio, ho trovato qualcosa.
Come la pazienza, la disciplina, la costante ricerca di me, che non mi abbandona mai e mi consente di vivere forte.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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