Tutto ciò che non sono riuscito a darti

Vorrei ricoprire di rose profumate i tuoi ricordi

Eri così bella, i tuoi occhi luminosi,

Evocavano il paradiso e le stelle iridescenti,

Eri una fata che mi scrutava innamorata,

Il giorno che ti incontrai eri stanca e affaticata…

Io all’epoca non sapevo quanto ti amassi,

Ogni volta che ci vedevamo

Mi cullavi e mi baciavi ardentemente,

Poi arrivarono giornate tristi

La partenza e l’addio,

Io pensavo solo a me stesso,

Non fui il migliore degli amanti,

Presto dimenticai,

Fin quando la memoria, cane sciolto,

Da te ritornò

E furono di nuovo baci e abbracci degli amanti…

Passione e desiderio ci confondevano,

Tu mi dicesti solo: <<non lasciarmi più>>,

Indifesa come una bambina,

Ma tutto questo non bastò…

Presto dimenticai le promesse

Mentre tu mi amavi come un Dio,

Purtroppo, poi arrivò il giorno del definitivo addio…

All’inizio non capì,

Ero stupido e viziato:

I capelli color oro non avrei più accarezzato,

Le tue gambe da modella non avrebbero più per me sfilato,

Tu bella come una bambola,

Di un altro saresti stata…

Fu molto triste e doloroso,

Tutte le tue lacrime si trasferirono nei miei occhi,

Piansi per giorni e notti…

Non c’era canzone d’amore che non mi ricordasse

Qualche nostro momento,

Non c’era viso di donna bellissima che non mi ricordasse

Qualche tuo lineamento,

Ogni simbolo della natura era tuo,

Ogni significato mi rimembrava il mio fallimento…

Piansi tanto, ti invocai, ti reclamai,

Ma ormai non eri più mia,

Il miracolo dell’amore era interrotto,

Me ne resi conto quando tutto ormai era finito

E non era rimasto che il ricordo…

Provai ad odiarti ma non era possibile,

Non si può odiare chi ti ha amato e perdonato…

Provai a dimenticarti,

ma come si può farlo con chi ti ha salvato?

Allora decisi di scriverti una poesia,

Una poesia che mai leggerai,

Una poesia inutile come tutte le poesie…

 

Buonanotte fata, io ti dico addio,

che la vita possa perdonarmi e a te donarti

Tutto ciò che io non sono riuscito a darti…

 

Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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