Un tavolo, un bicchiere. Domenica

A passi svelti, confusi, sfuggite il cammino,
il senso di una domenica che lascia l’amaro di un sogno al tramonto.

Facce allegre, spente, giovani volti illusi dall’alba di un’adolescenza che profuma di nuovo

di gocce di pioggia che lente si asciugano al sole di un marzo già qui, in mezzo a noi.

Tra un sorso rosso, arancio, un tavolo bianco e i fogli di un poeta stanco,

affogo un’altra settimana che si schiude ai miei occhi sotto il nome di un nuovo sogno.

Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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