Il Collettivo Manifest e la Biblioteca dello Spettacolo solidali a “La pecora elettrica” di Roma, “Bruciare libri significa annientare il pensiero”

 

Il Collettivo Manifest e la Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo esprimono solidarietà alle ragazze e ai ragazzi de “La pecora elettrica” caffè letterario di Roma che, la scorsa notte, ha subito un rilevante incendio. Le cause sono in corso di accertamento ma intanto sui social si avvertono numerose reazioni.

Mentre cataloghiamo i nuovi acquisti in biblioteca al Tip Teatro, apprendiamo una triste notizia:

Nel giorno della Liberazione e della Resistenza un incendio distrugge libri, arte e cultura. Significativa la vicenda se si pensa al periodo storico e politico che stiamo vivendo, diretto ad annientare il pensiero libero, concentrato ad alimentare razzismo e intolleranza. A distanza di 74 anni dalla prima celebrazione del 25 aprile, periodo in cui i nostri padri costituenti si apprestavano a scrivere la più bella Costituzione del mondo, con diritti, principi e valori che dopo il fascismo restituivano ampia dignità al popolo, oggi si ritorna nuovamente indietro e si rivive nella repressione del pensiero, un tiro con l’arco con la freccia che fa centro: un rogo sulla carta stampata.

La democrazia rischia il collasso ed è per questo che collettivi, presidi, associazioni, teatri, tutto il mondo della cultura con i suoi intellettuali, docenti e accademici, dovrebbero attuare uno sguardo comune su questa Italia spesso disunita e cercare così di fare massa critica.

C’è chi, ancora oggi, pensa che avere una biblioteca sia solo un accumulo di carta. Scaffali su cui ogni tanto passare una spolverata. Molti sanno che non è così. Ogni biblioteca ha una sua storia e ognuna vede il supporto o l’inerzia di determinate persone all’interno. Occorre, oggi più che mai, tentare di spiegare cosa significhi lavorare con i libri e con la cultura, e fare la differenza. Occorre, subito, coinvolgere le forze positive di questo paese verso il recupero della coscienza e della conoscenza.

Dal nostro punto di vista non ci siamo stancati, e continuiamo a dare corpo alle parole, consapevoli che nei libri è possibile trovare un nuovo cammino.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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