#iosonocarola, solidarietà alla capitana Carola Rackete che ci regala grande lezione d’umanità

Un brutto risveglio questa mattina a seguito della notizia appresa sulla stampa. “Dopo 17 giorni, la nave Sea Watch 3, ferma da tre giorni al largo di Lampedusa con a bordo 40 migranti è entrata nel porto dell’isola all’1:50 di notte. La capitana Carola Rackete ha deciso di procedere e di avvicinarsi al porto, malgrado l’assenza di autorizzazioni da parte delle autorità. Dopo l’attracco è stata fatta scendere dai militari della Guardia di finanza intorno alle 3 del mattino ed è stata  arrestata portandola via in auto”. (Open)

Questo è un fatto che rimarrà alla storia. Non solo il suo gesto deve farci riflettere, perché forte, significativo, vero atto di resistenza, colmo d’amore, ma deve farci anche arrabbiare e reagire, per uscire dalla gabbia nella quale siamo rintanati. Da italiani c’è un dato di fatto che non possiamo non leggere, che non possiamo non considerare: la politica nazionale italiana, con le sue sotto forme regionali, ha fallito, eppure il popolo continua a dare consenso a quello che è palesemente un terribile presente: un Governo scellerato, folle, fascista, un Governo dell’odio e della cattiveria, un Governo povero, che sta portando in tutti i modi a mettere l’uomo contro altro uomo, e sta distruggendo totalmente la nostra Costituzione italiana. Abbiamo infangato i diritti inviolabili dell’uomo calpestandoli ripetutamente abbiamo perso la dignità. Il popolo, oggi, deve porsi delle serie domande. Deve mettersi in gioco, come singolo, nella collettività.

La capitana, che andrà ai domiciliari, rischia dai tre ai dieci anni di reclusione. Come Manifest:

“vogliamo urlare la nostra solidarietà a Carola Rackete, e vogliamo dirle grazie, per averci fornito una delle più grandi (finora) lezioni d’umanità. Aggiungiamo anche che, nel periodo storico che stiamo vivendo, chi scrive, chi legge, chi opera nel sociale e nella cultura, nell’arte, tutti gli scrittori, giornalisti, docenti, e pseudo associazioni politiche devono farsi avanti. Non c’è più tempo per restare a guardare. Ognuno deve fare la sua parte, nel processo di liberazione da questa Italia fascista e oscura che continua a fare il lavaggio del cervello anche a giovani ed anziani, le categorie più sensibili. Opponiamo resistenza”.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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