Mi piacciono i volti.
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Mi piacciono i volti, quelli di cui puoi tracciarne il profilo con un dito,
milioni di punti giù fino al mento, le labbra.

Mi piacciono i volti, quelli in cui si incastrano gli occhi,
finestre su un mito nascosto, un viaggio in treno,
su di un’altalena, su un tetto che spiove.

Mi piacciono i volti, quelli dove puoi toccarne i segni,
mischiarli coi tuoi, sfiorarne il mistero, assaggiandone i frutti,
acerbi o maturi poco importa.

La punta di un naso, vertice di un sogno nascosto nelle ossa scavate,
nelle guance sbiadite dal freddo.

Mi piacciono i volti, mirarne il profilo di notte, poggiato su di un cuscino.

Che belli i volti di giorno, dorati dal sole di agosto, bagnati dal pianto di un bimbo,
da un amore svanito, sognato, perduto. Dalla pioggia di aprile, dall’amore che viene.

Di Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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