Nasce “Incostruzione”, bollettino di poesia civile

 

Da domani in alcune edicole, punti culturali, e con stralci online, è in uscita il numero zero di “Incostruzione. Bollettino di poesia civile” a cura di Poesia in Costruzione, progetto editoriale a cura di Domenico D’Agostino, già fondatore di Manifest Blog e responsabile della Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo del Tip Teatro di Lamezia Terme.  

Cos’è? Lasciamo che si presenti da solo…    

Piacere: un bollettino particolare

Un po’ radical chic, un po’ demodé, un po’ “pugno nell’occhio”, un po’ pesante alla vista e alla lettura, un po’ idiosincratico, un po’ ridondante, ripetitivo, un po’ scarno, un po’ contraddittorio, un po’ superato, un po’ tutto, un po’ niente. Questi e innumerevoli altri sono gli aggettivi che chiunque si appresti a leggere il nostro Bollettino potrebbe appiopparci strizzando o strabuzzando gli occhi. Nel dubbio se qualsiasi di queste espressioni possa essere un biasimo o un complimento, noi, per sicurezza, li rispediamo tutti al mittente! Per chi, invece, farà fede la più semplice e pura curiosità – vero motore, forse, anche di chi prova a scribacchiare in versi come noi – auguriamo il miglior divertimento possibile.  Noi e i nostri limiti abbiamo scelto come sottotitolo di questa… rivista (giornale?) “Bollettino di Poesia Civile”. Lo abbiamo fatto, intanto, per il sapore del sostantivo Bollettino che come molti altri, dati per scontati, presenta una “polisemia” non indifferente pur restando riconducibile a un’unica immagine di “scritto”, di “foglio di carta” ecc. In modo simile, poi, il “civile” a cui vuol fare riferimento la nostra poetica sia da considerarsi tanto come “riguardante i cives” (quindi i cittadini), quanto nella sua accezione popolaresca di “ben educata”. Perché, come dicono i nostri vecchi, l’educazione è la prima cosa. Sempre per una chiara scelta d’impostazione – nonché di (in)coerenza stilistica! – non troverete quasi mai immagini, simboli e colori sul nostro giornale. All’effetto “mattone” del tetracolonnato (comunque necessario, forse, a proposito di costruzione e in tempi appiattiti come quelli odierni) vogliamo affiancare una sorta d’effetto di “esubero poetico”. In altre parole, il minimalismo formale, l’apertura a più modi di esprimersi e le altre chiavi della poetica del progetto PoesiaInCostruzione, vogliono esplicarsi, in questo giornale, tramite l’accumulo delle parole. Oppure, se siete persone più pragmatiche, considerate la nostra scelta come rispondente alle esigenze di stampa. Per risparmiare, insomma. Visto che siamo più o meno tutti giovani e disoccupati. Un ritorno alle parole, non sempre facile, non per alcuni di noi almeno, che non significa neppure – ed è questa forse la caratteristica principale di queste poche pagine – offrire componimenti poetici, offrire versi e rime, in metrica e non. Significa scrivere e basta. Esprimersi in merito a quei corpi-anima a cui facevamo riferimento, che siamo noi e coloro che ci circondano. Forse troverete molti meno versi di quello che a primo acchito potreste immaginare. Ma non fatevi/fateci troppe domande. A noi, in fin dei conti… piace così.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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