•  
  •  

È ancora novembre.
Ti cerco nella umidità di un pomeriggio piovoso di domenica, e non ti trovo.
Mi arrabbio col tempo che passa: perché non ti trovo?
Le parole, tutte attorno, tutte uguali, mi iniziano a stancare…
Pare che il tempo si sia dimenticato pure di me, che io stessa non sia mai esistita.
Nei dettagli quotidiani, nelle voci degli estranei, nel silenzio delle telefonate, nel freddo gelido di novembre, nei miei mal di testa non seguiti dalle tue domande, ti cerco.
Lo faccio con passione, cercando di tenere fede al tuo credo: volermi bene.
Fuori è già buio e penso alle prossime luci di Natale, al pietismo soffocante, all’ipocrisia dilagante, a quanto mancherai questo inverno.
Ieri ho riaperto la moleskine rossa, mi sembrava più comoda nella sua miniatura, ed è stato un tuffo al cuore nel dolore immenso.
Non sono ancora pronta, non lo sono mai stata.
Vivi, mamma.
Vivi ancora, con me, non te ne sei mai andata veramente.
Mi guardi?
Spero tu sorrida, ti abbraccio forte forte, che la tua schiena è ancora la mia.

Di Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.