Astor Piazzolla rivive a Lamezia con Alessandro Quarta e l’Orchestra Femminile del Mediterraneo

Entra nel vivo la stagione teatrale-musicale dell’A.M.A. Calabria con il live di Alessandro Quarta. Il violinista, polistrumentista e compositore salentino – conosciuto di recente, per il pubblico di massa, in occasione dell’ultimo festival di Sanremo – è nel pieno del suo tour europeo per promuovere un lavoro discografico davvero particolare, un omaggio appassionato (e quanta passione si sente per tutta la serata!) a quel mito musicale, ancora oggi a tratti inclassificabile e “inetichettabile”, che è stato Astor Piazzolla.

Una presenza di un certo peso, dunque, che non a caso ha dato alla serata un tocco extra-musicale di non poco conto. Alle emozioni di Quarta e dell’impeccabile Orchestra Femminile del Mediterraneo a suo supporto – direttrice Antonella De Angelis – infatti, si sono aggiunte qua e là piacevoli parentesi storiche, quasi delle pillole, che il musicista ha riservato a un pubblico attento e curioso.

La storia, sempre affascinante, è quella del tango, di uno stile di vita che va al di là del ballo e che, comunque, affonda le sue radici nei bassifondi della Buenos Aires a cavallo tra ‘800 e ‘900, quando di notte anche la più rispettabile fetta alto-borghese della società argentina dava libero sfogo agli impulsi erotici e sessuali. Un ballo che nasce tra gli uomini, mascolino, duro, al quale poi la donna – puntualmente prostitute – entrava da protagonista e aggiungendo la vera sensualità e la vera eleganza.

Di queste e di altre belle storie narra Alessandro Quarta fra un pezzo e l’altro; delle sue intenzioni a “riportare” Piazzolla, lo stesso Piazzolla che forse l’Argentina non ha ancora perdonato per aver “snaturato” il tango, a quelle origini quasi “sporche” e ruvide.

La prima parte è tutta dedicata alle Cuatro Estaciones Porteñas, un vero e proprio dialogo con Vivaldi e le sue celebri Quattro Stagioni in cui già si percepisce chiaramente – anche a orecchie non allenate – l’energia e l’imprinting deciso con cui Quarta suona il suo violino. È un qualcosa che va al di là dello stesso modo di Quarta di stare sul palco e di guadagnarsi la “scena”: imponente, onnipresente, a tratti istrionico ma capace di non far diminuire mai l’attenzione al pubblico. È un qualcosa di più intimo proprio nel suo rapporto con lo strumento. Di tanto in tanto ci si stupisce di come un’energia e una possanza simili possano andar di coerenza con uno strumento apparentemente così piccolo e delicato. Sì, perché in realtà il potenziale di questo strumento è praticamente illimitato e un violinista come Quarta riesce a compiere quel miracolo espressionistico, non comune a volte neppure in alcuni grandi maestri, che il pubblico, l’ascoltatore, riesce a percepire chiaramente.

E li senti, i profumi di Parigi e della Senna, quelli newyorkesi, quelli dei bassifondi di Buenos Aires; riesci a intravedere, socchiudendo gli occhi (come lo stesso Quarta invita a fare), l’avventura dell’italianissimo Piazzolla (e rivendichiamole queste sue origini!) nel corso di un intero secolo di storia, costellato di successi ma anche di momenti più oscuri.

Le senti e le vedi, tutte queste cose, fra le struggenti note di Chau Paris, Rio Sena e – soprattutto – in pezzi come Years of Solitude e Oblivion. Tutti capolavori di Piazzolla, riservati alla seconda parte del concerto. Il tutto in un teatro Grandinetti praticamente colmo, da poco riaperto al pubblico lametino e al quale ha rivolto un orgoglioso saluto il neo-eletto sindaco Paolo Mascaro. Un’ottima serata per la programmazione dell’A.M.A. Un’ottima serata per la città.

Domenico Benedetto D’Agostino
visto il 30/11/2019 @Teatro Grandinetti Lamezia Terme
ALESSANDRO QUARTA
PLAYS ASTOR PIAZZOLLA
con Orchestra Femminile del Mediterraneo, diretta da Antonella De Angelis

PROGRAMMA
Astor Piazzolla (1921 – 1992)
Cuatro Estaciones Porteñas
Verano Porteño
Otoño Porteño
Invierno Porteño
Primavera Porteña

Chau Paris
Rio Sena
Years of Solitude
Oblivion
La Muerte del Angel
Jeanne y Paul
Fracanapa
Libertango

Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventisette anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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