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Ogni tanto arriva qualche primato positivo per la Calabria. È il caso di dirlo e, forse, di sottolinearlo maggiormente in pieno periodo elettorale – in giorni di finti comizi, promesse reiterate, manifestazioni a sostegno di o contro chi – in cui il settore dell’imprenditoria, e nello specifico dell’imprenditoria agricola, è investito da qualche riflettore. Non è da sottovalutare, a tal proposito, quanto troppo poco si parli, ancora, delle positività calabresi, soprattutto con un Matteo Salvini che, quanto meno, ha avuto l’acume (in che modo e perché, poi, è un altro discorso) di incontrare le varie Coldiretti, Confagricoltura ecc. lanciando addirittura l’idea di un «assessorato all’agricoltura di montagna». Della serie: da quando, noi (e la cara dispersa sinistra), abbiamo lasciato alla Lega campo libero in merito alla nostra agricoltura? Ma questo è un altro discorso.

Oggi la notizia – riportata da Ansa e dalla Gazzetta del Sud – è che delle sessantamila imprese bio certificate in Italia (di preciso 60.317) il 52% proviene dal Sud. La Calabria al primo posto, con 7.471 imprese. Subito alle sue spalle la Sicilia, 7.360 e poi la Puglia, 6.581. Quest’ultima detiene invece il primato per quanto riguarda le città: Bari al primo posto con 2.881 seguita da Reggio Calabria, 2.043 e da Cosenza, 1.908.

Dati, dati e numeri, chiaramente, che andranno contestualizzati, di volta in volta, alle varie realtà regionali e territoriali, alle criticità e problematiche del settore, pure presenti, e ai quali, tuttavia, si aggiungono anche i dati positivi per quanto riguarda l’occupazione giovanile e, più nello specifico, femminile: il 12,5% di tutte le imprese bio nazionali sono infatti gestite da imprenditori under-35. «Le imprese femminili, invece, sono il 28,5%, oltre 6 punti percentuali in più del loro peso sull’intero sistema produttivo nazionale» (GdS).

A livello provinciale, ancora, si attestano prime in classifica rispettivamente: Crotone, Vibo Valentia, Matera, Rieti e Reggio Calabria. Lo studio è di Unioncamere e InfoCamere, eseguito sui dati del registro delle imprese delle Camere di commercio e di Accredia.

Eppure di tutto ciò, non ne parla Salvini. Come non ne parla la Sinistra.

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventinove anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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