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Un po’ ad una rosa. Rossa, arancio, bianca.
Fanciulla, donna. Mamma. Si assomigliano, le donne e le rose.
Fragili, sofferenti, delicate. Di mille colori, sfumature. Profumi.


Hanno più spine quelle che hanno sofferto di più. Fanno male, impenetrabili. Te ne prendi cura lo stesso,
togli le erbacce, quelle inutili. Con cura, piano.
Un po’ alla volta senza paura di ferirti.

Fino a quando la rosa non punge più, libera. Un po’ come una donna, col cuore ordinato.
I petali che brillano al sole, una goccia di rugiada.
Lacrima che scende sul viso. La felicità.

Di Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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