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Ti ho sentito, sai, piccola goccia di pioggia
cadere oggi lì nel prato, su quel sasso,
tra i miei capelli. Hai rotto il silenzio grigio di questa domenica,
hai aperto gli argini della memoria, immagini di terre proibite,
di strade deserte, di voci remote.


C’è un profumo d’erba che arriva fin qui, mi sale fra le mani,
si incastra tra le note di questa danza, alberi e nuvole,
un gatto nero laggiù, mani che non si sfiorano più,
abbracci e baci svaniti all’ombra di questa primavera.

Ti ho sentito davvero piccola goccia di pioggia,
cadere sui miei occhi, su un petalo di rosa, un po’ rosso
un po’ arancio. Solo e confuso come il mare lontano
che nessuno saluta più.

Di Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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