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Ieri è stato il primo maggio, festa del lavoro e anniversario della strage di portella della Ginestra, giorno speciale che non ha visto però concerti, manifestazioni, cortei o celebrazioni pubbliche. Cosi come le precedenti ricorrenze (8 marzo, Pasqua, 25 Aprile), lo si è passati in quarantena, il virus si è insediato nelle nostre tradizioni, nelle nostre vite e nei nostri momenti. Per me è stato un giorno particolare, per via del mio compleanno passato solo tra gli affetti della mia famiglia. Per darci forza e per ricordarci che tutto passa , tutto è mutevole( come disse Seneca), voglio ricordare che lo spirito di aggregazione e la voglia di libertà non si spengono nei nostri cuori, che anzi alla fine di tutto questo saremo più forti di prima. Che nonostante tutto , ci risolveremo e torneremo ad abbracciarci e a stringerci la mano. Questa quarantena ci serva da insegnamento, nessuno è immune alla morte e alla malattia , nessuno può sentirsi superiore , perché non ci sono distinzioni e che il bene prevalga sempre. Perché questa quarantena mi ha insegnato che esiste una cosa fondamentale , che ci fa bene all’anima, coltivare le nostre passioni e stare sempre accanto alle persone, perché tutti meritano infondo di essere amati e rispettati.

Di Marco Ammendola

Sono Marco Ammendola, lametino, scrittore, militante politico, attivista per i diritti umani e civili e studente universitario. Scrivo perché la scrittura è un' arte da preservare, mi dedico alle mie passioni con anima e corpo sempre con il giusto spirito.

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