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Schiva. Come un papavero, alto e fiero, ai margini
di una via, cresciuto sull’asfalto. Fra i sassi e un campo di grano.

Salutando le stagioni, raccogliendo meraviglia.
Tra sguardi di stupore, un tocco delicato e
un raggio di sole.

Fragile, come una goccia di rugiada che si posa
sui suoi petali rossi all’alba di un giorno di maggio.

Di Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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