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       Lo dico da subito: la più che giustificata mole del volume (750 pagine) e l’alto numero di informazioni tecniche non fanno di quest’opera poderosa uno strumento per soli “archeologi fissati e smanettoni”. Anzi, l’obiettivo di questa guida archeologica sembra essere piuttosto quello di offrirsi come valido e completo strumento di divulgazione e di studio per tutti. Calabresi per primi, probabilmente, vista la nota poca propensione degli stessi alla ri-scoperta del proprio territorio, quegli stessi calabresi ai quali basta un vago rimembrare di origini magno-greche senza, però, saper collocare queste origini in un più o meno coerente contesto storico e geografico. Ma non divaghiamo troppo.

       Di un lavoro come questo di Fabrizio Mollo, a mio parere, c’era un gran bisogno. 13 itinerari archeologici, coerenti nella proposta e nella loro strutturazione, rappresentano il cuore pulsante del libro. Ognuno di questi riesce poi a presentare un perfetto equilibrio tra storia, storia archeologica e guida vera e propria alla cultura materiale, ai siti e ai numerosi musei con le loro collezioni. La prima parte del libro è però, se possibile, il vero tesoro: in poco più di 150 pagine, Mollo condensa una mirabile sintesi storico-geografica e storico-archeologica dell’intera Calabria, utilissima tanto al semplice appassionato o neofita – che comprenderà in poco tempo le complesse dinamiche storiche della regione, dalle fasi preistoriche fino all’età tardo-antica – quanto allo studioso specialista, al quale spesso uno strumento agile e, perché no, una ripassata ai contesti di riferimento nei quali opera, fanno sempre bene.

       Sì, è più che necessario ribadirlo: nonostante, come detto, la mole del libro, l’opera di Mollo ha il grande merito di sintetizzare con cura e professionalità secoli di storia. La poco nota ricchezza archeologica che la nostra regione ci ha restituito in riferimento alla preistoria e alla protostoria; le colonie greche e i loro complessi rapporti con le popolazioni indigene; queste ultime, Ausoni, Enotri, Lucanii, Brettii, che solo in anni recenti hanno trovato finalmente lo spazio adeguato nella ricerca, sia in relazione ai greci, sia in relazione a loro stessi; infine, la presenza romana e l’età tardo-antica. Il tutto è naturalmente corredato da utilissime mappe, carte di tutti i tipi, immagini indicative e, soprattutto, una ricchissima bibliografia a fine volume e degli utilissimi riferimenti alla fine di ogni itinerario. C’è tutto, non c’è resta che trovare il giusto angolo in macchina per la vostra Guida (ricordate di fargli allacciare la cintura di sicurezza) e partire.

Fabrizio Mollo è Professore Associato e insegna Topografia Antica e Archeologia delle Province Romane presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina. È stato collaboratore della Soprintendenza Archeologica della Calabria per un ventennio […] Svolge attività di ricerca in Calabria, Sicilia, occupandosi di popolazioni indigene (Enotri, Lucani e Bretii). È componente dal 2014 della Missione Archeologica Italiana presso Skotoussa, in Tessaglia-Grecia. Ha scavato, pubblicato e si è occupato tra gli altri dei contesti di Tortora (l’antica Blanda), di Serra Aiello-Campo S. Giovanni (l’antica Temesa), Licata (l’antica Phinziade), S. Maria del Cedro (l’antica Laos) e Cerillae, curandone in alcuni casi anche i progetti scientifici e didattici dei relativi Musei. Ha scavato, pubblicato e musealizzato i contesti archeologici dell’area del Medio Tirreno cosentino (da Belvedere Marittimo a Paola), realizzando il Museo dei Brettii e del Mare di Cetraro.

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventinove anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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