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Sulla bilancia delle parole, “Ritornare” è il verbo che assume il peso maggiore, fra tutti i verbi di movimento. È anche quello che vincerebbe, al contempo, ogni gara di bellezza contro qualsiasi avversario.
Ritornare, sempre, come status di tutte le nostre azioni. Nessun’altra parola racchiude un senso così grande di familiarità, sicurezza, amore, felicità. A casa si ritorna, non si va, mai. O meglio, tutti meritiamo una casa in cui ritornare, non una dove andare.
Idea così atavica che i greci ne fecero un genere letterario: I Nostoi. I ritorni degli eroi, a casa, tra i propri cari, dove comunque, indifferentemente dal tempo trascorso, c’è qualcuno ad aspettare. Perché ritornare implica l’essere già stati. Aver lasciato segni ed averli ricevuti, tanto da aver creato un filo indistruttibile che ci lega ai luoghi del ritorno. E se un luogo fisico non esiste più, non cambia nulla. In fondo esso non è altro che un vestito cucito addosso ad un sentimento, troppo timido per apparire nudo.
Non importa quanto siate lontani, arriverà prima o poi il vostro Nostos, alla fine del quale ci sarà qualcuno a prendersi cura di voi.
Ogni viaggio è solo una scusa per ritornare.
Angolo Jukebox
1) Rem – Leaving New York
2) Mecna, Johnny Marsiglia, Mezzosangue – Sul Serio rmx
3) Franco Battiato – La quiete dopo un addio

Di Salvatore Di Spena

1997, Lamezia Terme. Studio Medicina, scrivo, leggo, dipingo, tifo, faccio sport, non vado al McDonald, odio prendere la macchina, non esco quando c'è troppa gente, faccio canzoni, vado a letto presto e tanto altro. Inserito nelle seguenti antologie di poesia disponibili in libreria: - Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei; - Tra un fiore colto e l'altro donato vol. 15

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