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Cari lettori,

questa sera voglio parlarvi di Sara Rattaro, una scrittrice che io amo molto, e voglio farlo partendo dalla sua ultima storia, un romanzo per ragazzi sulla misteriosa scomparsa di Ettore Majorana, il genio del Novecento.

Buona lettura!

 

“Era proprio vero che la vita non è mai come ti aspetti”

 

Matteo è un ragazzino curioso e, da sempre, interessato agli esperimenti scientifici, proprio come suo padre che insegna fisica all’Università di Genova.

Un giorno, durante una conferenza, gli sente pronunciare il nome di Ettore Majorana, geniale fisico italiano allievo del premio Nobel Enrico Fermi, scomparso misteriosamente dopo essersi imbarcato da Napoli su un piroscafo con un biglietto di sola andata. Lo scienziato non è mai arrivato a destinazione, e ha lasciato anche delle lettere ambigue che fanno pensare al suicidio. Il suo corpo, però, non è mai stato trovato e da allora le ipotesi sulle sue sorti si sono moltiplicate: dal suo ritiro in convento, alla fuga in Sud America. Tutto ciò, poi, proprio alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e della partecipazione di Fermi al progetto della bomba atomica.

La trasmissione “Chi l’ha visto?”, inoltre, rivela che Majorana si sarebbe trasferito in incognito in Sud America. Il mistero si fa sempre più interessante e spinge padre e figlio a compiere un viaggio in Venezuela e Argentina sulle tracce del famoso fisico.

Dopo la storia dello scienziato Albert Bruce Sabin e della prima donna reporter Nellie Bly, Sara Rattaro torna a parlare ai ragazzi con il suo romanzo “La formula segreta”, edito dalla Mondadori, e lo fa raccontando loro la storia di un genio del Novecento, il grande Ettore Majorana.

L’autrice, con il suo inconfondibile stile che incolla il lettore alle pagine, affronta uno dei temi più delicati della storia della scienza italiana.

Che fine ha fatto, veramente, Ettore Majorana? Perché ha deciso di negarsi al mondo? Cosa può aver spinto uno scienziato di fama mondiale a ritirarsi dalle scene sparendo nel nulla?

Se una risposta definitiva a questi interrogativi forse non si avrà mai, è interessante ragionare sulle motivazioni che hanno spinto un uomo di così grande talento a svanire, a dileguarsi, proprio come il fumo di uno dei suoi tanti esperimenti. Si è parlato di motivazioni psicologiche, di fuga dalle pressioni che la politica mussoliniana esercitava sugli scienziati italiani. Probabilmente, dunque, Ettore ha abbandonato tutto perché “non ha voluto vendere la libertà”. È questo un altro dei temi forti affrontati nel racconto: l’importanza di essere liberi! La scienza, quella vera, quella che pensa al dopo, a ciò che sarà, non può piegarsi a nessun regime e non può danneggiare l’umanità.

Majorana, forse, avrà pensato a questo e avrà deciso che la sua libertà e la sua coscienza valessero di più.

Un libro che andrebbe letto in ogni scuola perché è importante che i ragazzi affrontino queste tematiche e scoprano, grazie all’esempio di questo scienziato, il lato umano della ricerca scientifica.

Un romanzo interessante, un ritmo incalzante, una storia di una famiglia allargata e di un rapporto padre figlio non sempre semplice, che fanno da cornice a quello che ha tutte le caratteristiche di un giallo, con viaggi in aereo, conoscenze di posti nuovi, indizi da seguire, vite da ricostruire, il tutto corredato da un’appendice scientifica che chiarisce i termini di discipline legate alla fisica del Novecento.

Buona lettura a chi ha degli ideali e spende la vita per difenderli. Buona lettura a chi crede che la libertà sia un dono prezioso. E infine buona lettura a chi sa che “l’unico modo per combattere la solitudine è stare insieme”.

Alessandra D’Agostino

Di Alessandra D'Agostino

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni che, quasi settimanalmente, vengono pubblicate su "Il Quotidiano del Sud". Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

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