Quando si voltò la montagna prese a parlare: ” Vai via anche questa volta?” “Sta per far buio, devo tornare a casa” rispose. “Scuro è il tuo volto” disse lei. “Come il mio animo“. “Non essere duro con te stesso. Un giorno farai ritorno“. “La mia via conduce lontano daCONTINUA

L’ergastolo ostativo è non solo un trattamento che risponde ad un’esigenza di giustizia, ma anche pienamente coerente con le norme costituzionali. L’ordinamento italiano pone la dignità umana al centro di ogni vicenda giuridica. Tanto è confermato anche nel settore del diritto penale, specialmente in relazione al momento di maggiore rottura,CONTINUA

Gli antichi romani chiamavano il Gran Sasso d’Italia Fiscellus Mons, ovvero Monte Ombellico, in omaggio alla posizione centrale che assume nella penisola Italiana. Cuore e re degli Appennini, è composto da diverse vette culminanti nel Corno Grande (2.920 m.). E’ mattina quando ci muoviamo in direzione di Campo Imperatore, luogo diCONTINUA

Benché la Calabria sia un lembo di terra dalla modesta estensione, sorprendente è la sua capacità di celare molti dei suoi aspetti. Sant’Agata d’Esaro è uno dei tanti paesini che, a sentirli pronunciare, non destano alcuna familiarità. Essa è una tra le più isolate ed interne contrade dell’appennino calabrese edCONTINUA

Multiforme, versatile, dai molti viaggi. Questi i principali significati del termine “polytropon” (πολύτροπον), col quale viene descritto Odisseo da Omero. Non c’è termine migliore che si adatti a quel lembo meridionale della Calabria la cui asprezza ha dato il nome alla medesima contrada: l’Aspromonte. Avevo sentito parlare di Africo come diCONTINUA

La parola catabasi, (dal greco κατάβασις “discesa”, dai κατα “giù” e βαίνω “andare”) indica la discesa da parte di una persona viva nel regno dei morti. Per i greci e i latini l’Ade  era un luogo fisico, al quale si poteva accedere da alcuni luoghi impervi o difficilmente raggiungibili. La visita alla valle del torrente Barvi, presso ilCONTINUA

Costruito negli anni 70, mai entrato in funzione, da volano di sviluppo per il territorio il Pontile è diventato simbolo dello spreco: 230 miliardi di lire dell’epoca per erigerlo. Negli anni ha conosciuto detrattori, progetti per riportarlo in vita, discussioni, tavoli istituzionali, rimbalzi di competenze per la sua bonifica, diatribe,CONTINUA