Cleto Festival VI – I’M NOTHING. L’europa nel fango di Idomeni.

La prima serata del Cleto Festival, dopo la presentazione iniziale, è iniziata con un dibattito sul documentario “I’m nothing: l’Europa nel fango di Idomeni” di Dante Prato, presente nella piazza del paese e Laura Danzi, sul tema del grande campo profughi in Grecia, che oggi è stato smantellato, ma per un periodo ha ospitato circa 16000 persone. Il moderatore era Alfredo Sprovieri, giornalista di Mmasciata, che ha detto come il tema dell’immigrazione sia attuale, ma allo stesso tempo arrivi da molto lontano. Però fino al 2008 i giornalisti avevano reticenza a parlarne perché dicevano “tanto i migranti i giornali non li leggono”. Invece raccontare è importante e importante sarebbe anche trasformare i numeri in persone, ad esempio invece di riportare le cifre delle vittime durante i “viaggi della speranza”, riportarne i nomi. Read more



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Profili virtuali e simulacri
corpi computazionali
un’ansia di eterno presente
che si traduce
in un’eterna dilazione del piacere
costruzioni dialettiche
non più basate sulle idee
ma sul pettegolezzo e sullo scherno
io non posso odiare
la tua natura sofisticata
il tuo incrociarsi di algoritmi
come di persone ed esperienze
io non posso odiare
le tue finestre pop-up
finestre su un mondo
sempre più vicino
e sempre più alieno
abbiamo rinunciato orgogliosamente
alla socialità naturale
siamo noi:
I cyborg metà naturali e metà virtuali
Le schiere di stolti
a cui è stata data parola,                                                                                    
accostamenti di oscenità ed elevata poesia
mi rammentano il mio gusto sofisticato
per l’orrido e il sublime.


Come chiesa sconsacrata

 

Calabria, chiesa sconsacrata,
non brandivi la spada della Giustizia
né la bilancia era equa nella misura,
eppure l’accoglienza era accordata a tutti
e un piatto caldo elargito agli affamati.

Calabria, forza antica e primitiva
dei tempi in cui bene e male
erano chiaramente separati
e ugualmente indistinguibili.

Calabria, generata da terra e fuoco,
territorio di passaggio dove non si può rimanere,
terra di radici invincibili che nessuno può sradicare.

Calabria, levigata dall’acqua,
la salvezza dei naufraghi le tue coste,
la perdita della libertà e la schiena rotta nei tuoi campi.

Calabria, pallottola vagante,
ho visto in te il furore di Lucifero
che si è ribellato a Dio,
ho visto in te la fedeltà dell’arcangelo Michele
che ha sconfitto il demonio
nelle sue infinite forme…

E hanno detto che l’inferno sicuramente sta in basso.

 


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