PER UNA BIBLIOTECA DI RESISTENZA. Mie cronache da Lamezia.

Quando cresci acceleri. È inevitabile. Il tempo, quel balordo vecchietto che senti alle spalle, cominci a conoscerlo davvero quando inizi a metterci più del previsto per laurearti. O per “sistemarti”, come dicono ancora le nostre nonne. L’accelerazione. Quando spingi sul pedale dell’auto lo fai per pochi secondi, poi mantieni la tua velocità di crociera e tutt’al più sorpassi qualcuno per non rallentare. Altre volte, però, l’accelerazione dura molto più. Dura per anni. Ora è da un po’ che acceleriamo. Read more



“Reticoli” Antonio Iacopetta fra minimalismo e zeritudine

Cammino da sola e vedo il mondo attorno scorrermi veloce, tra auto, semafori, insieme al passo di innumerevoli persone, altre voci, e cieli azzurri davanti agli occhi, poi mi appaiono improvvise certe altre vite, quelle piccole e invisibili, quelle delle ‘formiche’, quelle che inizio a pestare. Fiumi che paiono straripare, dopo una notte di pioggia e fulmini, rapiscono il mio sguardo, un attimo dopo sono già altrove. Cammino, una luce improvvisa si adagia ai muri gialli di un palazzo, e il sole inizia a riflettere sui miei capelli. Cos’è la poesia? Mi chiedo. C’è qualcosa di altamente poetico nel pensiero della vita associato a quello della morte…

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L’ulteriore Violenza contro l’amore- il punto di vista di un uomo.

La vera violenza che ho sentito, è sempre stata questa frase ormai orribilmente classica: ” se l’è andata a cercare”.

Risuona in testa, forse perché è violenza verbale: sì, come se mentre leggo questa frase, mi avessero dato un pugno. Sono a terra, incredulo. Non capisco cosa sia successo, non credo a quello che sta succedendo, sono in stato di shock.

C’è veramente qualcuno che lo dice e lo pensa. La mia mente si rifiuta di far entrare questo concetto dentro di sé.

Forse allora, chi dice queste frasi è peggio di chi ha compiuto l’atto fisico. Il giudizio di persone che erano accanto alla vittima, totale distacco, bigottismo. Non ho altro da pensare che non sia umano, che sia mostruoso, viscido, orripilante.

Quando lessi la notizia di quella povera ragazzina nostrana, ripetutamente violentata, tutto il paese sapeva, nessuna faceva nulla.
Era veramente colpa della mafia? Era come al solito avere un potere ed abusarne, senza che nessuno possa alzare un dito? Da quel che ho letto no, non era colpa solo di chi abusa del proprio potere. Perché chi la conosceva non ha detto di avere paura, ha detto che era “COLPA sua”.

Colpa di una bambina che non sa nulla del mondo, che ha bisogno di essere protetta, educata, ha bisogno di vivere una vita piena di sogni e speranze.

E quindi mi è naturale chiedermi cos’è la cosa più disumana tra l’atto fisico, e questo giudizio, questa mancanza di amore verso la propria figlia? Una cosa è animalesca, istintiva, l’altra mi sembra pura e volontaria malvagità… ma senza controllo, una pazzia.

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