Lettera di due giovani noceresi a “Peppino Impastato”

9 maggio 1978, basta slogan!   

NOCERA TERINESE – Ieri, 9 maggio 2016, si è ricordato l’anniversario di morte (1978) di due grandi uomini le cui azioni durante il loro cammino hanno segnato la memoria italiana, memoria che si tramanda di generazione in generazione, perché se alla base troviamo valori morali quali la libertà, non può che essere altrimenti. Esistono giovani in Calabria che vogliono bene alla propria terra e fanno di tutto per poterla vedere fiorire, le forniscono – come se fosse una pianta – acqua e calore, la luce del cuore, legata al senso d’appartenenza, a fattori identitari, e fanno di tutto per allontanarla da tutte quelle vicissitudine storiche che portano l’uomo ad agire in maniera negativa sull’altro, giovani che parlano e praticano la legalità, una legalità che non vuole essere solo un bene astratto ma concreto, fatto di giustizia non solo in termini di rispetto della legge, ma giustizia intesa come rispetto della dignità umana, di un popolo.

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Verso un’etica del cibo, riflessioni sulla scorta della presentazione del libro “Fine pasto” di Vito Teti

Siamo passati dall’epoca del troppo poco, dall’epoca delle pance vuote, a quella dell’abbondanza. C’è sempre un troppo di mezzo. O troppo magri o troppo grassi. Ma in tutto ciò sono le classi meno agiate a non essere mai a “norma” e a dover inseguire modelli che gli vengono imposti dall’alto dai media e dalle classi egemoni. Prima andava di moda la pinguedine, ora la magrezza e un corpo snello e asciutto. In un contesto simile per riequilibrare le posizioni, per eliminare i troppo e le differenze tra un Occidente troppo nutrito e un resto del mondo che fa la fame, andrebbe ridato senso al cibo. E per fare ciò un aiuto ci potrebbe venire dal passato, recuperando i lasciti positivi che ci arrivano da esso. Read more


Calabria: è in atto ‘nuova primavera’

 

La “Calabria: rosa di Jericho con sete di ottimismo” inizia ad aprire le sue foglie e a respirare. Questa, l’immagine da cui è partito un mio flusso di coscienza pubblicato domenica scorsa sul mio blog, da cui n’è scaturito un effetto virale attraverso commenti e condivisioni, e a testimoniare l’esigenza di una nuova ‘primavera’ per la Calabria, che non sia ‘episodica’ e che parta con una mobilitazione collettiva dall’esterno, dall’interno, ma soprattutto dal basso.

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Cattura del passato presente | Il Sabato Santo e i ‘Vattienti’ di Nocera Terinese

Ci son giorni nei quali ti senti più ‘calabrese’ del solito, un tale sentimento  che diviene collettivo grazie alla condivisione di tanti altri individui che popolano questa terra e che, probabilmente, ciascuno starà sentendo in modo diverso. In un giorno come quello appena concluso, io mi sento fortemente calabrese e orgogliosa di esserlo. Di ritorno dal sabato santo di Nocera Terinese dove ancora il tempo non arresta la tradizione, e il rito dei vattienti tiene uniti persone, cose, emozioni, sacrifici e voti alla Madonna. Read more


Salviamo il nostro ospedale!

Il grado di benessere di ogni civiltà si misura dalle cose che sono fondamentali per la qualità della vita stessa. Mi sono sempre sentito fortunato ad essere nato qui perché rispetto a tante altre parti del mondo ero sicuro che almeno i beni primari, fondamentali per la vita erano comunque appannaggio di tutti. E invece viene fuori che oggi a Lamezia Terme e quindi a tutto il suo comprensorio, circa 120.000 abitanti rischia di venir meno forse il valore più importante : la salute. Read more



In città: vedo totem dappertutto!

LAMEZIA TERME – Così all’improvviso sono spuntati fuori dei totem dell’altezza di un metro e cinquanta circa dinanzi ciascun palazzo storico cittadino. Mi guardo intorno come sempre e vedo loro! L’idea mi piace parecchio e penso, fra me e me, che forse andavano inseriti già molto tempo prima. Totem dal colore grigio e rosso, con all’interno una minima descrizione del palazzo: il nome e il periodo in cui risale. Stop. Read more


“Conflict” frammenti di non discorso di Domenico D’Agostino

Oggi questi dieci dipinti che vedete esposti in queste due anticamere del secondo piano della biblioteca comunale rimarranno per più di un mese a sottolineare diverse cose. Ma se oggi questi dipinti sono qui lo si deve ad altrettanti diversi fattori o, meglio, ad altrettante diverse entità. Lo si deve al nostro bel Palazzo Nicotera e quindi alla città di Lamezia Terme, città che ha il dovere morale di riconoscere in esso un considerevole baricentro culturale e il diritto civico – ergo il diritto di ogni lametino – di pretendere una piena tutela ed una piena valorizzazione da parte non solo degli enti, ma da parte di tutti. Questa biblioteca, come molti sanno, sta vivendo un periodo felice per quanto concerne una certa utenza (parere da utente qualunque). Read more


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