Lettera alla mia professoressa e al mio liceo.

Cara prof.ssa ***,
sono Domenico D’Agostino, diploma 2010. Molto probabilmente il mio nome Le dirà qualcosa ma non riuscirà a ricollegarlo ad un volto, forse nemmeno se mi vedesse spuntare di colpo a scuola. Tuttavia, secondo certe norme scolastiche consuetudinarie, dopo tre anni in sua compagnia, io ricordo perfettamente Lei, la sua voce, le sue parole e, se mi impegno, finanche certe sue espressioni nel dettaglio.       Read more


Elogio della lentezza

Siamo una società frettolosa. Io ho vissuto per molto tempo in luoghi dove la lentezza era vista come un impedimento, se non con disprezzo.
Sarà che sono uno che ha bisogno dei suoi tempi per fare le cose.. ma questa “filosofia efficiente” mi ha sempre creato un gran disturbo. In più, ora siamo nella società dell’informazione, dove le parole spesso rischiano di perdere di significato, visto che ora possiamo parlare tutti, e di qualunque cosa.
Ebbene, non si smette mai di imparare. Lentamente sto imparando che questo mondo pretende che siamo tutti uguali, tutti rapidi, efficienti, brillanti.. ma la vera felicità non è questa.
La felicità sta nel non voler essere come tutti, ma nel voler essere se stessi, e sperare che altri capiscano questo, e che lascino che tu possa camminare con i tuoi passi, al tuo ritmo.. e sia disposto ad ascoltarti, quando è in grado di farlo. Ecco, credo sia anche una grande forma di rispetto, comprendere questo.. e non pretendere dagli altri niente di più di quello che si può dare. Read more



25/06

Bastano pochi passi a volte. Pochi passi, qualche metro, e dalle risate fintamente spensierate ti ritrovi ai tumori e alle metastasi che negli ultimi giorni hanno fatto ennesime vittime. Pochi passi dal Vintage alla pizzeria vicina, dove vado per agguantare l’ennesimo pezzo di pizza cercato più per abitudine che per fame e per dissetarmi con una birra al risparmio. Questa faccenda dei soldi rompe sempre più il cazzo. Read more


Io e la mia stanchezza che non mi stanca

 

Il trionfo dei tuoi occhi. Umberto Maria Giardini.

Sono appena salita a casa, nel mio 4° piano il tramonto è già sceso da un po’. Sono riuscita a sedermi al pc e prima di ogni altra cosa, preoccupazione ed occorrenza che non riguardi, per un solo attimo esigenze esterne, ho cliccato il titolo di questo pezzo di questo artista che staserà farà tappa nel centralissimo locale di Corso Numistrano, il Cafè Retrò, a Lamezia Terme. Read more


Guardo l’orizzonte

Guardo l’orizzonte.
Stimolato delle mie debolezze e rafforzato dai miei limiti, da delusioni ed incertezze che mi hanno motivato a trovare delle risposte. Riprendo il mio cammino. Riparto, vado avanti.
Guardo l’orizzonte.
Oltre quei dubbi che mi imprigionavano nel mio silenzio e in una sorta di inettitudine, vedo il sole che splende.
Guardo l’orizzonte e mi chiedo cosa c’è oltre.
Riuscirò mai a saperlo?
L’orizzonte è un punto di arrivo, è un’utopia. L’orizzonte è un percorso ad ostacoli. Ogni ostacolo è una scelta ed ogni scelta è un ostacolo. Il mio ostacolo più grande sono io. Ma guardando l’orizzonte vedo me stesso, vedo la mia ombra ed il riflesso di quel che sarò. Vedo il mio passato e vedo il mio futuro.
Non so bene dove andrò, ma guardo ancora una volta l’orizzonte e guardo la vita.
Dopodiché riprendo il mio cammino. Sta volta so dove andare.


Shibumi

Non scrivo da un pezzo.

Oggi dopo tanto tempo, rinasce la voglia. Sarà in effetti perché mi rendo conto che si può essere ripetitivi. Se si vive una vita statica si ha meno da raccontare.

Però ora la vita mi ha voluto immettere in un nuovo percorso.

Lavoro per la prima volta in vita mia, dove volevo: a bologna.

Questa storia sembrerà strana ma… a capodanno giù a lamezia guardando i fuochi, espressi il desiderio di tornare qui.

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Astrea e Morfeo

Non esiste un solo modo per amare. Chi ama, lo sa bene.
Ed i grandi Amori, spesso, diventano leggenda.

[…] Ed era arrivato Morfeo. Ma io non avevo proprio voglia di dormire.
Gli ho chiesto di restare, se non avesse nessun altro da addormentare nel mondo. Si è seduto ed io sono andato a prendere una bottiglia di vino per far compagnia al mio ospite: Negroamaro, un tosto vino del Salento.

Spinto dalla curiosità, gli ho chiesto se Read more


Istruzioni per l'(ill)uso

A un certo punto, dovrai scegliere da che parte stare. Ti mostreranno delle maschere da indossare, ti illuderanno di essere una persona saggia, consapevole, esclusivamente in base al numero di informazioni che riuscirai a immagazzinare, in una sorta di allucinazione informativa, quando in realtà non sarai nemmeno in grado di conoscere te stesso, le tue aspirazioni, cosa davvero conti per te, e farai fatica a condividere con gli altri i tuoi sentimenti, le tue emozioni. Ti diranno di poter fare quello che vuoi, “basta che tu lo voglia”, ma quando avrai inseguito tutti i tuoi progetti, obiettivo dopo obiettivo, confondendoli con te stesso, ti dimenticherai chi sei, chi potevi essere senza bisogno di dimostrarlo. Read more


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