L’esperienza del ‘figulus’ lametino a Riace, intervista a Francesco Serratore

Riace, la piccola isola felice della Calabria. È questa l’immagine collettiva della cittadina della locride negli utimi tempi, o meglio, da quando il sindaco Mimmo Lucano ha attuato una piccola grande rivoluzione culturale che ha visto una larga contaminazione fra popoli, attraverso un flusso migratorio notevole che, a differenza di altri paesi, è riuscito a trovare a Riace vera ‘accoglienza’. Read more


Il ciclo pittorico del Santuario dei Santi Cosma e Damiano a Riace

Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano a Riace costituisce un esempio della commistione tra accademismo e verismo pittorico, che fu uno degli elementi caratterizzanti la pittura d’arte sacra in Calabria fin dall’età post-unitaria.  Esso, infatti, contiene al suo interno un pregevole ciclo di affreschi e alcuni dipinti su tela, raffiguranti il martirio e la vita dei due santi e fu realizzato nel secondo decennio del XX secolo da Carmelo Zimatore e Diego Grillo (figg. 1-2). Il lungo sodalizio tra i due pittori, originari di Pizzo Calabro e legati anche da rapporti di parentela, iniziò intorno al 1875.

 

Fig. 2 interno della Chiesa dei SS, Cosma e Damiano
Fig. 2 interno della Chiesa dei SS, Cosma e Damiano

La loro  collaborazione artistica diede vita a uno stile peculiare facilmente riconoscibile per la vivacità di tratto  e per la presenza sia di elementi della tradizione accademica che della pittura verista[1]. In effetti Zimatore e il nipote Diego si erano formati all’interno di due contesti diversi: il primo studiò a Firenze dove s’interessò alla ritrattistica, entrando in contatto con il purismo di Luigi Mussini e la corrente dei Macchiaioli. Grillo, invece, conobbe gli esponenti di spicco della pittura verista napoletana e soprattutto le innovazioni introdotte da Domenico Morelli[2]. Tuttavia i due pittori di Pizzo, nonostante queste aperture verso nuovi stili compositivi, conservarono un legame con la  tradizione della scuola monteleonese[3] nella trattazione di temi sacri. Read more





Revolution! La nuova Calabria indipendente che cresce.

Una nuova consapevolezza, in Calabria, è ormai in atto da qualche anno, una consapevolezza del “restare” al di là di retoriche o tecnicismi antropologici; voglio dire che sempre per più giovani, finalmente, “restare” è diventato sinonimo di “fare”. Non importa dove. Di fronte a mitologiche problematiche di cui non si ricorda più l’anno di nascita, la problematica ambientale sta diventando volano d’una riscossa tanto sociale e collettiva quanto individuale, di coscienza.

Oggi si comincia a sentire il bisogno di parlare prima d’ambiente, poi d’ecologia e solo infine di turismo, contro un “modus pensandi” che per troppo tempo ci ha mostrato le nostre certificate bellezze paesaggistiche e naturali in stretta relazione con il fabbisogno economico-turistico di una delle regioni più povere d’Italia (sì, la nostra, è bene ricordarlo di tanto in tanto).

Oggi, in Calabria, molti ragazzi hanno imparato a diventare protagonisti attivi di un processo che a poco a poco sta minando alle fondamenta questa concezione utilitaristica del circostante. Questi ragazzi hanno capito, al contrario di molti governanti, che un qualsiasi luogo va tutelato prima d’esser valorizzato e di diventare oggetto di fruizione turistica.

Questi ragazzi hanno compiuto un enorme passo in avanti quando anziché unirsi al coro di lamentele per il mare sporco, anziché diventare “profeti da tastiera” su social network, anziché passare il tempo a dare più o meno credito a quell’ente piuttosto che a quell’altro, si sono rimboccati le maniche e hanno cominciato a lavorare di prima mano per far in modo che i luoghi giungano ad una “giusta alienazione” da certe logiche. Perché un bene paesaggistico non ha bisogno più di tanto dell’uomo, ma sicuramente non ha bisogno per niente d’essere “sfruttato”. I luoghi non sono poi così diversi dalle persone. A chi piacerebbe essere sfruttato per fini utilitaristici? Non desideriamo forse, in quanto uomini, la libertà e la serenità di poter vivere la nostra vita in perfetta simbiosi con gli altri?

Così, di fronte a politiche e amministrazioni regionali e locali che hanno fatto della non-trasparenza il loro tratto peculiare e della non-vicinanza al territorio più “basso” la loro più grande debolezza, i ragazzi del Reventino, dell’Ecofaggeta, di Felici&Conflenti, di Curinga, di Costa Nostra, di Cleto e tanti altri in tutta la regione, tutti autofinanziati, autogestiti, hanno saputo prender in mano la situazione. Ed ecco che quel festival arriva alla terza edizione, quell’altro alla quinta, quell’altro ancora alla sesta, settima e così via…

Diventiamo sempre più protagonisti di un agire collettivo che non sa che farsene di un assessorato, di un bando regionale o europeo, di “elemosine” istituzionali e dialoghiamo solo con chi, come noi, ha compreso che un luogo deve avere la propria imprescindibile dignità e le uniche azioni legittime son quelle volte alla conservazione e all’ampliamento di tale dignità.

[In foto: la Faggeta Condrò di Serrastretta e Feroleto]


Costa Nostra: un’esperienza esemplare

Ieri a Marina di Curinga era una bellissima giornata di sole. Siamo precisamente in mezzo al Golfo di Sant’Eufemia. Il paesaggio è favoloso, da una parte in lontananza si scorge il gruppo montuoso del Mancuso e del Reventino, dall’altro le propaggini settentrionali delle Serre, il Monte Poro e Capo Vaticano. Fa caldo, e il cielo è limpido, a parte qualche nube in formazione sul mare che non riesce ad offuscare comunque il sole e degli annuvolamenti consueti sui monti. Il vento è debole a regime di brezza. Read more



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