Descrizione di un momento.

 

Concerto jazz al museo.
Sulle note di ‘Back home again in Indiana’,
un signore sulla cinquantina,
scorrendo con il dito nella home page,
chiama la moglie attenta.
Lei, nel suo movimento leggero e disinvolto,
indossa gli occhiali da vista
per guardare ciò che il marito ha da mostrarle:
il post.
La musica finisce.
Gli applausi.
E parte: ‘Baby won’t you please come home’
di Charles Warfield e Clarence William, 1919.

Laura Lorà.


La ‘memoria’ da catturare fra tradizione e post modernità scadente

SAMBIASE – Ed ecco che la poesia, quale valore universale, ritorna nella sua essenza salvifica seppur piena d’angoscia, e sentimenti differenti, perché desta stupore, ritorna nel tempo e nello spazio, tra vicoli umidi riscaldati da un sole timido d’inizio febbraio, accanto un antico tabacchi, tra saggezze popolari, muri ammuffiti di un centro storico ancora vivo, più vivo della modernità brutale di là fuori a venire. La poesia, oggi, è nell’ascolto, nello sforzo di restare ancora giovani, a dispetto di un’età anagrafica, perché animati da grande curiosità. Read more


Apologia di Frollo

Chiudo gli occhi e, nel buio delle mie palpebre, tutto si fa a colori, tutto si fa immagine.

Una maestosa cattedrale s’eleva, in altezza, superba, caparbia, quasi volesse innalzarsi al livello di Dio, quasi volesse carezzargli i piedi, quasi volesse testardamente demarcare quell’impalpabile confine tra terra e cielo, quella trasparente, ma spessa fune, lì, a legare esseri umani e potenze superiori. Read more


Perdersi.

Sono annegata negli infiniti mari e oceani della della mia mente,

sono riemersa e tu eri ancora qui ad aspettarmi.

Sono partita all’avventura e allo sbaraglio,

sprofondando tra i dirupi e precipizi che mi si aprivano sotto ai piedi

dopo ogni piccolo, titubante e fragile passo.

Ho sollevato lo sguardo, tu eri ancora su ad aspettarmi. Read more



La memoria del cuore

Ma perché la memoria cambia i suoi ricordi? se una cosa è successa è successa e basta, non è vero ?

Non credo sia così semplice . Sai, ricordo viene dal latino, re che vuol dire indietro e cor che vuol dire cuore . Ora, indietro ognuno di noi mette cuore ma quando le cose vanno male e tutto si trasforma in ricordi, viviamo già un presente in cui abbiamo smesso di mettercene così tanto .

E il ricordo quindi come cambia ?

Il ricordo cambia perché non è più nostro, è di persone con ancora tanto cuore . Impareremo a non averne memoria anche noi .



A volte mi guardo dentro e scrivo. Te l’ho mai detto?

Ci sono viaggi che fai solo con la testa, muovi i passi con la mente in un percorso disegnato dalla tua anima senza che i tuoi piedi e le tue gambe se ne accorgano.

Sai, non ti ho mai detto che ci sono giorni d’agosto che non saranno mai uguali a quelli che ti sei gettato alle spalle, tra caldo e sudore, tra fatica e lavoro. Quel giorno in cui qualcosa cambia, si spostano gli equilibri, nuovi orizzonti si allargano, nuove facce, nuove voci, nuovi occhi. Parole distorte e confuse in una sera d’estate, illuminate da un faro e sospinte dal vento.

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