Venuto dal mare- Anteprima

CAPITOLO I
SUSAN
Il mare era di fronte a lei, e Susan sorrise. Era la prima volta che lo vedeva, e aveva dovuto attendere vent’anni.
Da quando era nata, i suoi occhi avevano sempre e solo visto strade asfaltate, Ametan, altissimi grattacieli, palazzi di vetro. E gente che correva follemente dappertutto. Lei non aveva mai sopportato tutta quella frenesia, quella fretta, quella rapidità.
Quell’Efficienza. Read more


Decidere l´amore.

La mattina mi piace stare sotto le coperte e prendere gli abbracci che non mi dai.

Poi, si, nella vita si fanno miliardi di scelte. Perchè all’inizio sono solo milioni, ma poi per ognuna di esse se ne aggiungono altre. E poi sono così tante, cavolo!

Ed ora devo scegliere dove stare. Ma io in effetti ancora non so, dove? Ora che mi sembra cosi impossibile stare ferma. In ogni caso è una grade decisione adesso. E mi sono data la scadenza a fine mese (cioe´ieri), spero tanto di riuscire a rispettarla. Perfetto, tempo scaduto!

Non é cosi semplice decidere l’amore ora.

I tuoi occhi azzurro cielo sono sempre li a guardarmi e ad aspettare la mia decisione. Ma non ti aspetti niente perchè sono mie sia la domanda che le eventuali risposte.
Amburgo è una bellissima città, fredda. La lingua che avvolge l’altra lingua. E poi? Non è un’indecisione. In fondo ho già preso una scelta. Ma non ho il corraggio di esporla, perchè ho paura delle conseguenze. Si, lo ammetto, ho paura.

Ma poi noi parliamo due lingue diverse e sarà sempre difficile essere chiari.




Pioggia

Uscita da scuola cercavo lo sguardo di mia madre in quella miriade di volti che si accalcavano all’entrata. Tutti i genitori erano preoccupati per i loro bambini, come se una singola goccia di pioggia avrebbe potuto causare chissà quale danno irreparabile sulla salute dei propri figli.

Ricordo che amavo quei giorni lì, grigi e uggiosi. Non ero meteoropatica. Una giornata di pioggia causava in me una forte eccitazione, perché sapevo che la mia mamma avrebbe messo da parte i suoi impegni per venirmi a prendere e perché avrei sfoggiato il mio ombrello rosa trasparente che amavo tanto.

Gli adulti sembravano nervosi e arrabbiati. Gli adulti sono sempre nervosi e arrabbiati, chissà perché… che esseri strani! Io invece ero felice, mi sentivo protetta sotto il mio ombrello rosa, niente avrebbe potuto turbarmi e la mia unica priorità era quella di saltare nelle pozzanghere piene di fango con i miei stivaletti impermeabili e sporcarmi tutta.

Che divertimento!


Dove mi trovo? Non importa.

Cominciare a ridere senza alcun motivo e avere l’impressione di star fingendo. Ma perché se non è vero, non riesco a fermarmi? E soprattutto perché rido?
Appena mi siedo a terra chiudo gli occhi un secondo, li riapro e le mie mani girano gesticolando, ho tantissime mani che circolano e si incrociano guardando Giusi.
Stavo guardando tutto da sobria, perché provavo ad esserlo per non perdermi ciò che stavo vivendo. Ed ero tra la vita e la morte. Una morte piena di sensazioni. Quante volte vorrei morire allora?
Per farmi sentire in colpa mi hanno mandato in inferno in un girone dove la mia colpa mi girava nella testa senza darmi pace, ma essendo sobria ho deciso di abbandonarmi a questa dura pena e farla mia, ora è un divertimento. Read more


Non solo nostalgia

Non solo nostalgia

di Ottorino Andreose. Prefazione di Claudio Lolli.

Ho sempre amato scrivere. Da piccola tenevo uno di quei diari bruttissimi, enormi, con mille disegni di cani e gatti e un lucchetto quasi più grande del diario. Facevo le scuole elementari e ogni giorno scrivevo cosa mi succedeva durante le ore di lezione a scuola e molto spesso mi facevo i complimenti da sola per i miei progressi oppure mi rimproveravo se non ero soddisfatta della giornata. Poi crescendo il diario è diventato più serio e anche i pensieri. Read more


Venti minuti

Mi vesto in fretta, circa un minuto e mezzo, prendo il taxi e –Fast, fast, fast, I’m in late, I’m missing the flight.
E invece, stavo perdendo la possibilità di stare altri venti minuti con lui, all’aeroporto, nelle sue braccia.
I nostri occhi, i miei così neri ed i suoi così azzurri, così diversi, in quel poco tempo sembrato eterno erano così uguali, lucidi, colmi di incertezze. Read more


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