Ti consiglio un libro: Ogni cosa è illuminata.

Ogni cosa è illuminata” è il primo romanzo di Jonathan Safran Foer, pubblicato nel 2002, e si ispira ad una vicenda personale dell’autore.

Il romanzo fa da contenitore a due viaggi paralleli, scritti da mani diverse, che ambientati in tempi diversi si intrecceranno fino a condurci, entrambi, alla stessa meta. Questi saranno intervallati dalle lettere che Alex scriverà a Jonathan, una sorta di diario epistolare dove il giovane ucraino chiederà consigli per la stesura del romanzo, e terrà informato Jonathan della sua vita.

Jonathan, giovane ebreo statunitense, si reca in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che salvò suo nonno dai nazisti. Per questo viaggio, egli assume come guida Alex suo coetaneo e interprete, il nonno che crede di essere cieco, in qualità di autista e il suo cane-guida Sammy Davis Junior Junior.
Il racconto del viaggio del presente viene interamente affidato ad Alex e al suo eccentrico vocabolario, a tratti buffo e dolce, come quando utilizza le espressioni “fabbricare Z” al posto di dormire o “mi busso il petto” per scusarsi. Read more


La “morte” dell’arte

“Die Kunst, ist und bleibt, nach der Seite ihrer höchsten Bestimmung für uns ein Vergangenes” (l’arte, in conformità alla sua più alta determinazione, è e rimane per noi qualcosa di passato).

Con queste parole Georg W. F. Hegel riassume l’essenza della sua Estetica, tra le più importanti di tutta la filosofia Occidentale.

Si tratta di un concetto complesso che da alcuni pensatori successivi, tra cui Benedetto Croce, sarà interpretato in maniera radicalmente negativa.

Hegel afferma che l’arte nelle moderne società Occidentali non è propriamente destinata a scomparire,  quanto piuttosto a riadattarsi, rivedendo la sua funzione espressiva e simbolica. Read more


I sogni son Leicester di felicità.

6 Febbraio 2016. Manchester City-Leicester City 1-3. L’ennesima puntata di una storia incredibile. Da settembre sui campi della Premier League inglese sta accadendo qualcosa di assurdamente bello: una piccola squadra che tutti profetizzavano retrocessa a ottobre.. è lassù in cima alla classifica, dando lezioni di gioco a tutti quanti, mostrando campioni fino a quel momento rimasti nell’ombra, rendendo il calcio uno sport ancora sensato, in mezzo a tutti questi soldi, al cinismo, all’industria.
Finalmente c’è una squadra da poter amare, giocatori i cui nomi possono essere ricordati associandoli ad emozioni precise: la maestria di Mahrez, la grinta di Kantè, Morgan e Drinkwater, la possanza di Huth, la corsa rimbalzante di Okazaki, la freddezza di Simpson, la calma di Schmeichel, la tenacia e la corsa di Albrighton, la velocità di Dyer, il cuore di Ulloa.. e poi lui, l’uomo che si mangia l’erba, divora i palloni, spacca le reti: Jaimie Vardy. L’uomo venuto dal nulla, che sta frantumando record.
Questa squadra sta dando enormi schiaffi morali a tutti quanti, e chi ne sta dando più di tutti è il suo allenatore, Claudio Ranieri. Un uomo di calcio che ha sempre messo il rispetto, l’educazione e la passione per il suo lavoro davanti a tutti.. e guarda un pò in Italia non gli è stato riconosciuto quasi niente: solo un eterno secondo, uno che salvava squadre ma niente di più. Eppure a Cagliari,a Roma, a Firenze, a Torino ha fatto ottime cose, in situazioni difficili.. per non parlare di Parma. All’Inter non gli diedero il tempo di fare nulla.
In Spagna e al Chelsea fece un ottimo lavoro, ma si sa la memoria della gente è corta. Si sta davvero rifacendo con gli interessi.
Ora, io non so se le Foxes vinceranno il titolo.. però perlomeno hanno ridato senso a quella palla che rotola.
Grazie Leicester. Read more


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