Cosa mi ha insegnato la lettura di Bukowski

Charles Bukowski è uno di quegli autori che ho sempre un po’ snobbato. Un po’ perché piaceva a tutti (e ho sempre evitato, a torto o a ragione, gli autori elogiati dal grande pubblico). Un po’ perché avevo altre priorità di lettura. Invece ora che l’ho letto posso dire di aver appreso qualcosa dalla sua lezione, innanzitutto che disillusione non significa automaticamente mancanza della dimensione del sogno. Nei suoi racconti, in particolare in Storie di ordinaria Follia, Buk ci narra le sue innumerevoli avventure erotiche, e non sempre si capisce bene se esse siano reali o frutto della sola immaginazione. Di certo era uno a cui le donne e il sesso piacevano molto (e a chi non piacciono). Solo che lui riuscì a darvi forma letteraria, molto diretta, a volte eccessivamente diretta, fino a sfondare il muro della pornografia. Questo è senz’altro uno dei motivi per cui Bukowski è molto amato in una società edonista e pornografica come la nostra. Read more


Violenza contro le donne o violenza contro l’umanità?

<<Uccidiamo tutti gli uomini così risolviamo il problema della violenza degli uomini sulle donne>>. Scusate l’ironia macabra. Qui nessuno vuole negare il gravissimo problema. Ma a me piace anche andare oltre e analizzare la questione al di là del perbenismo e dell’ideologia borghese fondata sul conformismo, la superficialità e la creazione di un clima di terrore sociale addirittura tra i generi. Che facciamo, impediamo l’amore o la passione? Allora tutti i problemi collaterali saranno finiti. Qui si sta creando un clima di terrore volto secondo me a nascondere altre problematiche. Non mi stupirebbe, si è sempre fatto così e si farà sempre così fin quando non si vorranno analizzare le questioni da un punto di vista strutturale. Read more


RABBIA

Che mi passa per la testa.
Ah beh tante tantissime cose, talmente tante che non riusciamo ad andare di pari passo… provo a liberarne un po’!
Ho iniziato da un po’di giorni a scrivere di Cleto, e della mia bellissima e personalissima esperienza che spero e credo rifarò.

Poi però volevo buttare giù qualche riga su come a volte la vita mi sembra strana e sorprendente… ALCUNE VOLTE!

Ma, mi sono fermata di colpo perché sento e vedo troppa merda. Sono schifata da questa società di merda! Read more





DE/SCRIVO 1.0 “Statale 18” Mauro Minervino e Attilio Lauria il 26 a Lamezia Terme

LAMEZIA TERME – Si conclude venerdì 26 febbraio alle ore 17.00 presso la biblioteca comunale Palazzo Nicotera “DE/SCRIVO 1.0 il tempo, gli uomini, il paesaggio” – prima mini rassegna del Collettivo Manifest e che vedrà un prossimo ciclo di iniziative in primavera/estate concentrate sul paesaggio e sull’ambiente. Un’idea che si è concretizzata dando rilievo – mediante autori meridionali – alla letteratura, all’antropologia, alla poesia. Dopo il professor Vito Teti e il giovane poeta roglianese Luca Rota, il 26 febbraio sarà la volta del professor Mauro Francesco Minervino che ci parlerà del suo “Statale18” edito Fandango nel 2010. A seguire saranno proiettati alcuni scatti di “Statale18” progetto fotografico a cura di Attilio Lauria che ci parlerà del progetto a cui hanno preso parte tra gli altri anche i tre lametini: Giuseppe Torcasio, Giuseppe Carchedi e Paolo Pisani.

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L’iniziativa nasce in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Lametino – all’interno della biblioteca comunale, ed è stata fortemente condivisa da Giuseppe Torcasio (Socio FIAF dal 2008, presidente del Circolo, fotografico Lametino e delegato Fiaf per la provincia di Catanzaro, è stato proclamato Autore dell’anno FIAF Calabria, nell’edizione del 2011 e 2014. Con il portfolio “Statale 18” è stato selezionato
per la fase finale di Portfolio Italia 2015).

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Non Spegnere la LUNA

Libero il cuore, evado dai confini della mente,
in lontananza si sente una melodia gitana
lotto con me stesso e contro i miei limiti

d’un tratto mi ritrovo a danzare nel vuoto,
l’assassino dal sorriso scarlatto mi fissa,
la mia vita è appesa a un filo, ma non mi abbatterò.

Lampi nel vuoto scuotono il cielo,
non mi rimane altra scelta che cambiare direzone
e intraprendere il viaggo che attraverso le tenebre,
un giorno, mi porterà alla luce. Read more


Il mio cognome

Il mio cognome
è una pittura rupestre:
un’ opera d’ arte primitiva,
con la sua aurea
di inviolabile eternità.

Il mio cognome
incide le caverne;
quelle nostrane e cupe,
ma piene della luce
che l’ ha costruite.

Il mio cognome
è, proprio, quella luce,
la stessa che ha donato,
ai posteri,
minerali, zolfo e pietre,
affinché marchiassero a fuoco
l’ anima,
in un sigillo:

il mio cognome.

( dal mio libro “Cespugli di rovi”, acquistabile qui: Eretica Edizioni – Cespugli di rovi – Simona Barba Castagnaro )


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