Capire la Resistenza: L’Agnese va a morire, di R. Viganò

 

Non è affato facile parlare di Resistenza. Del suo peso storico, sociale. Non è facile riuscire a carpire un movimento di liberazione in tutta la sua ampiezza, particolarismi regionali, politici. Argomento ampiamente analizzato e sviscerato, in un paese come il nostro che resetta velocemente, ma che non smette ancora di stupire. Perchè circa 70 anni fa, l’Italia stava affrontando le conseguenze di un regime dittatoriale di stampo fascista. La Resistenza fu il primo vero movimento di liberazione nazionale, la prima vera sollevazione popolare. Sono noti i miti, le figure leggendarie, la rivoluzione culturale che ne seguì. Numerosa e varia la produzione letteraria del periodo. Read more


PER UNA BIBLIOTECA DI RESISTENZA. Mie cronache da Lamezia.

Quando cresci acceleri. È inevitabile. Il tempo, quel balordo vecchietto che senti alle spalle, cominci a conoscerlo davvero quando inizi a metterci più del previsto per laurearti. O per “sistemarti”, come dicono ancora le nostre nonne. L’accelerazione. Quando spingi sul pedale dell’auto lo fai per pochi secondi, poi mantieni la tua velocità di crociera e tutt’al più sorpassi qualcuno per non rallentare. Altre volte, però, l’accelerazione dura molto più. Dura per anni. Ora è da un po’ che acceleriamo. Read more


“Quale Resistenza oggi”? Risponde Vito Teti

La scelta come Resistenza

È da un po’ di giorni che mi pongo la stessa domanda a proposito del 25 aprile, del concetto di resistenza, della festa della liberazione, insieme ad una serie di immagini di situazioni, di persone, di cose attuali vissute e ancora da vivere nella mia città, nell’intero paese. E allora mi son chiesta, sperando di non cadere nella retorica e decidendo di dar sfogo ad un’esigenza che parta da dentro: “Quale resistenza oggi”? Di anno in anno assistiamo al mutare degli eventi condizionati dalla contingenza del nostro tempo nel nostro paese, e quindi allo svuotamento totale del significato di ‘resistenza’ adoperato dalla ‘politica’. Ho posto la domanda al resto del gruppo del blog. Un amico di Pesaro mi ha fatto riflettere su come forse sia necessario, oggi, attribuire questo grande valore al popolo, su come il popolo assorbito da inerzia, non riesca più ad impadronirsene per come dovrebbe, su come la politica l’abbia fatto troppo suo, trasformandolo completamente. Altra considerazione, venuta fuori già dallo scorso anno a seguito della partecipazione di Manifest ad una giornata di celebrazione cittadina sul ’25 aprile’, a proposito delle donne della resistenza e in particolare delle donne curde, è quella per cui oggi sarebbe bello collocare il concetto di resistenza partendo dalla storia di ieri fino a giungere a quella dei nostri giorni.

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