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Pensierini

No al bullismo: SII FORTE E RIALZATI!

By Ilaria Bongiovanni
19 Febbraio 2017 4 Min Read
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Questa è una parte della mia vita di cui solo dopo 4- 5 anni ho il coraggio di raccontare, poichè mi ci è voluto un po’ per superarlo. Ma ora posso dire che mi ha resa forte.

Sono stata vittima di bullismo sin da quando ho frequentato il nido, molti potrebbero dire “vabbè quando si è piccoli si gioca, si scherza” ma io ero una bambina come tutte le altre, e come gli altri bambini volevo condividere il disegno, costruire case e macchinine con le costruzioni, invece, mi toccava vedere il mio disegno stracciato, mi toccava subire spintoni, mi toccava stare nell’angolino della classe con gli occhi rossi dalle lacrime e le ginocchia al petto e la testa sulle ginocchia per tutta la durata della giornata, e subire pizzicotti e scherni. Mia madre mi cambiò spesse volte dalle varie scuole materne ma sempre con gli occhi rossi tornavo. Finchè non andai alle medie o meglio dire “all’inferno”. Cominciarono a definirmi “scherzo della natura” e peggio ancora “uno sbaglio che i tuoi genitori hanno commesso” o ” devi morire” e io non ho mai detto nulla, mi pizzicavano a tal punto da farmi le braccia viola ma per quanto ricambiassi ne ricevevo per 3 volte, e non ho mai detto nulla a nessuno. Una volta mi ricordo che mi ero iscritta a un corso pomeridiano di informatica e una prof. mi tolse dal corso dicendomi che non ero in grado di farlo, e io mi ritirai senza controbattere, e affrontai tutto l’anno scolastico con la paura e consapevolezza che varcata la soglia di quella porta, la mia anima, il mio corpo, la mia testa venivano annullati, e quando tornavo a casa non sorridevo ma non piangevo ma aspettavo solo di andare nel mio letto e liberare le frustrazioni della giornata in un lungo pianto e poi mettere disinfettante sui graffi, e sugli ematomi. Il secondo anno non fu migliore, oltre ai graffi iniziarono a tirarmi i capelli, fin quando un giorno poco prima che suonasse la campanella, una di quegli esseri che stavano rendendo la mia vita insopportabile, venne mi accarezzò e mi tirò i capelli talmente forte che mi fece piegare la testa indietro, lo ricordo come se fosse ieri, mi partì qualcosa da dentro non sò spiegarlo e urlai con quanto fiato avevo in gola BASTAAA!! Alché tutti si girarono compresa la prof. e mi disse ” e beh! come mai hai urlato così forte?” e io le risposi piangendo che mi aveva tirato i capelli e li aveva ancora attaccati all’anello, lei nella difensiva affermò che non lo aveva fatto con l’intento di farmi male, voleva solo accarezzarmi, e la prof. mi mise una nota e io che fino a quel momento avevo creduto magari in un possibile aiuto da parte dei prof. mi sentii morire. Nei giorni a venire quando uscivo da scuola i maschi prima che passassi io sputavano per terra. Fu in quell’anno che mia madre cominciò a capire qualcosa perchè avevo quasi paura di uscire fuori, e cominciai a dire qualcosina, finchè mi spostò alla fine della seconda media. In terza media non ricevetti bullismo direttamente da quella classe, ma dai miei ex compagni di scuola, un giorno mentre tornavo a casa mi fermò una di loro e mi disse “non credere che ora che non ci vedrai più ogni giorno, starai in pace”, riprese dicendomi “ti pugnalerò fino a farti morire, metterò il tuo corpo in un sacchetto nero quello della spazzatura e ti farò cadere dalle scale e farò passare il tutto come un suicidio” non dormii per un mese e mezzo. In quell’anno il muro che avevo creato ormai non si vedeva più la fine, non trovavo più un senso alla vita, e cominciai a scrivere su un pezzo si carta di un diario i modi meno “coraggiosi” per farla finita. Mi sentivo diversa, non credevo più di poterne uscire sola, e non volevo parlarne perchè avevo paura di essere derisa, ed emarginata ancora di più. Finì quell’anno e mia madre in particolare, devo a lei la mia vita, mi aiutò giorno per giorno a credere in me stessa e distruggere quel muro infinito.

I primi 2 anni delle superiori non furono infernali con le medie ma, i lividi rispuntarono; tutto ciò durò fino alla quasi fine dell’anno, quando mi ritrovai tra le braccia di una ragazza tenuta stretta, e l’altra amica che i riempiva di pizzicotti, quel giorno anch’io mi sfogai su una di loro, il mio ricordo ancora lo porta. Poi conobbi una persona in particolare che mi aiutarò tantissimo.

Oggi sono una persona diversa, e sono la cosa più importante: me stessa.

Dico a tutti quelli che oggi sono vittime di bullismo: sò che è difficile confidarsi con qualcuno ma apritevi con un’amica, scrivete sul vostro diario se ne avere uno. Non siete soli, ci sono un sacco di persone buone lì fuori che sono pronte a darvi una mano, c’è una fiammella in fondo al tunnel basta solo essere forti, coraggiosi e aggrapparsi a quella speranza.

Letto: 4
Ilaria Bongiovanni

Sono una ragazza in cerca di nuovi orizzonti e di tutto ciò che può sorprendermi e stupirmi. Amo viaggiare e trovo nella scrittura un modo per far uscire me stessa e rifugiarmi nel 'mio mondo'.

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Ilaria Bongiovanni

Sono una ragazza in cerca di nuovi orizzonti e di tutto ciò che può sorprendermi e stupirmi. Amo viaggiare e trovo nella scrittura un modo per far uscire me stessa e rifugiarmi nel 'mio mondo'.

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