Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Biblioteca

Oltre il realismo magico: Pedro Pàramo, di J. Rulfo

By Ilaria Pellegrini
16 Aprile 2018 4 Min Read
2

Alcuni libri giungono come rivelazioni. Forse perché chi li regala sa che ne avevi bisogno in quel momento, un bisogno di un certo tipo di scrittura, di un certo tipo di storia. Alcuni libri hanno il potere illuminante delle epifanie. Pedro Páramo è un romanzo di Juan Rulfo, pubblicato nel 1955, edito in Italia da Einaudi, scrittore ancora poco conosciuto, ma esponente di spicco della letteratura ispano-americana.

Il giovane Juan Preciado si reca a Comala (paese messicano), alla ricerca del padre Pedro Páramo che non ha mai conosciuto. Una promessa fatta a sua madre moribonda, andata via da giovane, dopo una notte d’amore con Pedro.

Una storia di dolore, solitudine, rifiuto. Un paese fantasma che diventa fulcro di ogni avvenimento, il “luogo” antropologico per eccellenza, dove ogni casa, pietra, ramo, via, pezzo di terra è parte viva del racconto, plasmante i volti, i gesti, i destini. È stato già notato come l’incipit e in generale l’universo di Comala, la trama, fungano da spunto per G. G. Márquez in Cent’anni di solitudine. La Storia del mondo, delle rivoluzioni (siamo al tempo di Pancho Villa) diventa però, quasi marginale in questo universo ancestrale dominato da forze primarie: violenza, fame, sesso, possesso, ricchezza, rapporto con i miti. Comala, come tutti i paesi isolati, sembra essere dominata da leggi proprie: Pedro Páramo è una figura oscura, ambigua, detentore del potere, giudice violento in un ambiente che sembra dipendere solo da lui, dalle sue terre, dal suo vigore, dai suoi appetiti sessuali, dalle sue vendette.

Ma mentre si atteggia a dittatore, il paese si avvia ad un processo di svuotamento, di morte per inedia, consunzione. Nulla accade, nemmeno l’iniziativa evangelizzatrice della chiesa sembra poter essere fonte di cambiamento e di speranza, soppiantata dal torpore e dalla vigliaccheria degli abitanti, sfidanti le leggi antropologiche in quel rapporto tra natura e civiltà analizzato, ad esempio, da Freud in Totem e Tabù (orrore dell’incesto, il tabù, l’ambivalenza dei sentimenti, animismo, magia etc). Gli abitanti assumono, morendo, la forma di spettri che invadono ogni angolo, di spiriti accompagnanti il giovane Juan Preciado alla ricerca delle sue origini, in un viaggio tragico verso gli inferi.

Ci sono tratti di grottesco nei dialoghi tra il giovane e gli altri defunti, che parlano e sparlano fra di loro, quasi come in vita, sollevati di essere morti, forse perché il loro inferno era sulla terra. Il paese è un volto che diventa cranio, con corpi putrefatti, corpi feriti, mummificati, non ancora tacitati. La pioggia -come altri elementi- è metafora dai differenti significati: lacrime, purificazione, melma, fango, disperazione. Molto, nel linguaggio, ricorda il simbolismo orrorifico di Edgar Allan Poe.

<<Questo paese è pieno di echi. Ti sembrano rinchiusi nel vuoto delle pareti o sotto le pietre. Quando cammini, senti che ti calpestano i passi. Senti degli scricchiolii. Risate. Risate ormai molto vecchie, come stanche di ridere. E voci ormai logore dall’uso. Senti tutto ciò. Penso che arriverà un giorno in cui questi rumori finiranno.>> Le molteplici voci che si alternano nel romanzo trasmettono storie differenti, ognuna con il suo carico di ingiustizia e/o desideri inesauditi.

Pulsioni contrastanti recano inquietudine, Eros e Thánatos non placano la loro virulenza. Non c’è gioia, non ci sono ricordi felici, sereni. Tutto è tempesta, temporale, tragedia, stupro, brutalità. Un’aria soffocante, una tangibile mancanza di respiro, un’insonnia nefasta. È una galleria di personaggi dolenti, ognuno aggiungente un tassello nella ricostruzione del passato delle loro vite e di quella del loro padrone tramite continui flashback. Il frastuono delle rivolte giunge sbiadito, come in un posto senza tempo. I rivoluzionari armati mostrano come per fare la guerra ai tiranni, sia necessario usufruire dei beni dei latifondisti. Il potere corrode, brucia, invecchia, rende rudi, senza coscienza, svuota e non è garanzia di felicità. Pedro Páramo sarà vittima di se stesso, dell’ossessione dell’accumulo, della solitudine che ha creato intorno a sé, del degrado economico e morale. Incapace di amare se non corpi, nulla potrà contro la pazzia di Susana San Juan , una donna bellissima dal passato traumatico, presa con l’inganno e la costrizione, che non ricambierà mai la sua venerazione. Uomini e donne distorti, figure semivive, già inquilini delle tombe. Desideri castrati, nevrosi, follie, sogni tormentati e premonitori, impalpabili realtà, passioni malate, emarginazione dove tutto ciò che è considerato normale viene capovolto. Non ci sono dei a cui rivolgersi, stato, diritto, provvidenza che possa distruggere la maledizione governante Comala. Rulfo opera un superamento del realismo magico dimostrando la triste e vacua logica umana. Il potere disgrega, piega e fiacca gli animi, toglie libertà, crea disuguaglianze, odio, rancore, rabbia. Sottrae e non aggiunge, vanifica e distrugge, cancella e annebbia, sopprime e uccide. 

Dovremmo ricordarlo, prima di diventare morti viventi, automi di un destino piramidale. Prima che un oscuro incubo cali sulle nostre vite. 

Letto: 206
Ilaria Pellegrini

"Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia. Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia. È l'unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri?" E. Dickinson

  • Ilaria Pellegrini
    Se il destino è la poesia. Ci diciamo l’oscuro – La storia d’amore tra Ingeborg Bachmann e Paul Celan di H. Bottinger
  • Ilaria Pellegrini
    Se la poesia illumina la quarantena: Coriandoli e Tramare di E. Carnevale
  • Ilaria Pellegrini
    Meet Up: Discover our values through Volunteering: nuovo progetto Europeo del Convente Centre di Amantea
  • Ilaria Pellegrini
    Se la ribellione non può più attendere: L’organizzazione di Cronache Ribelli
  • Ilaria Pellegrini
    Moon-Allunaggio interattivo. Il 22 Agosto a Longobardi (CS) , un evento unico e irripetibile
  • Ilaria Pellegrini
    Courage
  • Ilaria Pellegrini
    Non è mai bastato
  • Ilaria Pellegrini
    Prima che la tempesta
  • Ilaria Pellegrini
    Due giorni di eventi al The Convent Centre di Amantea con “Storia di una matita. A casa- Lo Spettacolo luminoso” e la proiezione del film “Figli della libertà”
  • Ilaria Pellegrini
    D’amore e d’anarchia: La ribelle di Eugenija Jaroslavskaja-Markon
  • Ilaria Pellegrini
    Mimì, umile angelo d’immenso amore
  • Ilaria Pellegrini
    L’urgenza di una rivoluzione: Non è lavoro, è sfruttamento di Marta Fana
  • Ilaria Pellegrini
    Cannibali e Re: quando gli eroi dimenticati diventano protagonisti della Storia
  • Ilaria Pellegrini
    Senza titolo.
  • Ilaria Pellegrini
    Capire la Resistenza: L’Agnese va a morire, di R. Viganò
  • Ilaria Pellegrini
    Come le mosche d’autunno: il gioiello dimenticato di I. Némirovsky
  • Ilaria Pellegrini
    In memoria di Giulio
  • Ilaria Pellegrini
    Respiro
  • Ilaria Pellegrini
    Un tempo
  • Ilaria Pellegrini
    My deepest love

Tags:

rulfo pedro paramo letteratura einaudi recensioni
Author

Ilaria Pellegrini

"Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia. Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia. È l'unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri?" E. Dickinson

Follow Me
Other Articles
Previous

“Con l’augurio che non bastino”

Siria
Next

Siria, una torta in pasto a sciacalli e strateghi e “l’alleanza di Giuda” degli USA

2 Comments
  1. Domenico D'Agostino ha detto:
    16 Aprile 2018 alle 16:23

    Mi hai incuriosito molto! Lo leggerò! ^_^

    Rispondi
    1. Ilaria Pellegrini ha detto:
      18 Aprile 2018 alle 16:36

      Sai che la storia sarebbe perfetta, secondo me, per un adattamento teatrale? :)

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme