Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Poesia

Cinque poesie di Claudio Di Consoli

By Claudio Di Consoli
5 Ottobre 2025 3 Min Read
0

Cinque poesie di Claudio Di Consoli, giovane autore romano classe 2005, è una metropoli crepuscolare delle ore più misere di settembre, in cui marciapiedi, sigarette, piazze, tram si fanno teatro di una malinconia generazionale, personificata sul piano reale dall’Io del poeta. Nel verso libero, a tratti frammentario, a tratti vicino alla prosa lirica, trova luogo un amore spezzato, disincantato, che non cede a retoriche stilnovistiche né a richiami simbolisti, ma si consuma qui ed oggi, nel necessario quotidiano dei grigi cortili di un istituto tecnico. È poesia vera e vera poesia quella di Di Consoli, che, attraverso cinque componimenti, lascia presagire un futuro luminoso per i suoi versi, ai quali le mie parole più belle sono ancora da dedicare.

                                                                                            Salvatore Giuseppe Di Spena 28/9/2025




***

Ma la tua strada è lì
dietro il giardino delle arance
il tuo momento,
la tua nevrotica attesa verso tempi incerti
splende un poco più in là, verso un’alba che circonda le case a schiera, 
ora che la città non è più in città e il tuo volto è pallido, asciutto
come un cielo senza colpa;
tu sai che le nove meno dieci portano il sole che illumina i vicoli
e le casette buie del vecchio secolo
dove i bagolari non tremano da giorni, le canzoni, gli stereo argentati; 

niente tace più di questa mattina, e nella piccola piazza
riprende il suo getto la fontanella dimenticata
dove si abbeverano soltanto i bambini e i poveri; dove lui si è tolto la vita 
quando di questa restavano ore e momenti.
Il treno partirà fra poco e i tuoi piedi conteranno i sassi uno per volta,
le arance però aspettano a spuntare dalle mura
come i cani ancora dormono col muso confortato dalla notte; 

dietro quella chiesa, ricordi?
Ora mi amano questi giorni di giorni, queste profezie di pietra 
che ci deludono sempre.
Che colpe abbiamo se scoprire il mondo si fa dai nostri occhi, 
se il tuo volto splende come la sabbia
sotto il candore della luna?
Se mi consumo in te,
quando amare è come nascere a volte, e come non nascere mai. 

***

Adesso sdraiati
su questa terra senza dolore,
corri per questo campo di inutile battaglia. 

Il tuo volto è tra i castagni e il cemento 
le tue mani mi ricoprono di terra;
oggi che attendi una svolta sotto il cielo 
è splendente il sole nei cortili dell’Itis. 

Il tuo volto è tra i castagni e le autostrade
ti cammino sulle caditoie
coi voyeur ai balconi, con le mani alle inferriate 
sapevo che ti avrei amata
stamani
sotto il volo scosceso delle rondini, alle ore più misere 
di settembre. 

Il tuo volto è tra i castagni e i per sempre mancati 
dei tuoi vent’anni resteranno
i mozziconi bagnati, i commiati, le occasioni volute. 

Ora combatti senza pietà di avermi;
dei tuoi vent’anni resteranno le ore d’amore. 

***

Corrono le strade al mio passaggio
i negozi
ora che mezzomondo si sveglia ricominciano le luci 
i primi albori dei tram e le ferrovie
disabitate, offuscate dagli scheletri dei cappotti 

La pioggia appena bagna gli arti
si nasconde nei piazzali
dove riposano le puttane, ad ogni passo retrocede l’ansia
(«è paura di non esistere»)
l’ennesima notte inossidabile
trafigge il ventre mi circonda di sé, ad ogni passo mi conduco: 
scivola una curva di palazzi, dal ponte casilino
una nuvola mi sorride
poi fugge, mi fugge via dietro una tettoia 

(«ancora entro nelle case di nessuno, e cammino in queste camere spente») 
lui parla come fosse mio fratello,
ha le memorie di legno 

lui mi abbraccia come fosse mio padre
(«è settembre il mese più crudele di tutti») 

amico sono anni che non porto con me i documenti
la tessera sanitaria,
è ciò che resterà di noi nei database
sui fili elettrici dei pali della luce – noi rimarremo lì quasi particelle 
quasi dico perché sgorgheremo dalle tubature. 

Ma il suo sguardo in qualche modo dice: 
«vivere, altrimenti che fare che farsene?» 

***

                                                                                                                                    Ma io sono certo
che sul tram non è importante il movimento,
la corsa,
il rumore del ferro quando si uniscono le occasioni 
a una vita standard,
ora che lei ripete di aggrapparmi a un posto libero 
studia con gli occhi prospettive che separino
me da un imprevisto
(come donna si forgia negli scossoni dei dossi, 
quando le frenate brusche
spingono il volto appena, e accarezzano i capelli). 

Tra i movimenti ottusi di chi sgomita
nei gesti ossessivi
per me sento di dover affrontare un mare 
per venire in contro a lei, 

«e poi senti tutta questa voglia di restare?» 
                                                                                                                    «questa voglia…»

                         «di esserci, 
                         dico di esserci 
                         per sempre» 



***


Dietro un angolo
l’edicola,
la temperatura della terra controllata
– accertato lo stato di benessere –; restano chiuse le distillerie, 
i magazzini quasi pieni in via dei lucani. 

Passeggio
con in testa qualche imperativo assoluto, 
come guardarsi allo specchio nonostante. 

È il tempo in cui le ore suonano dure,
quando il succo caldo delle cellule percorre gli zigomi 
(perfino)
e le fughe di gas sono estinte – quelle intenzionali. 

Ci si prepara agli amori che ripartono; 
tutto torna in compagnia di un ricordo. 


                                                                                        


Letto: 206
Claudio Di Consoli
    This author does not have any more posts.

Tags:

poesia
Author

Claudio Di Consoli

Follow Me
Other Articles
Fabio Copeta fuori lo studio di Live Session in Tuci
Previous

CALMI – Una comune esperienza umana: da dolore a musica

Copertina del disco degli Elephant Brain - Almeno per ora
Next

Elephant Brain – Almeno per ora: Il Limbo Dorato

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (20.885)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.156)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.572)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.345)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.283)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.178)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.071)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (962)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (910)
  • “Geografia di un dolore perfetto” di Enrico Galiano (Alessandra D'Agostino) (900)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme