Quattro poesie di Daniele Di Fiore
Si pubblicano qui per la prima volta quattro componimenti inediti di Daniele Di Fiore, classe 2004, studente di storia presso La Sapienza di Roma. I versi presentati nella loro forma definitiva hanno come tema ricorrente quello di una rivelazione improvvisa della donna amata, figura sfuggente e metafisica osservata dallo sguardo indiscreto del poeta, che scopre osserva e descrive ogni percezione in un brevissimo giro di versi coincisi e lirici al contempo, mantenendo un tono di fondo che lascia presagire una notevole struttura di tipo elegiaco.
Claudio Di Consoli
La lontananza delle nuvole
Sono parole
queste
della memoria lontananza
Il calvario radicato nella corteccia
del cipresso
richiama questo saperti
d’Autunno
E dopo aver detto:
“senza speranza del risvolto crudele della Primavera”
ti vedrò cadere nella pozzanghera
d’un lago personale
Le lacrime torneranno al tuo cielo
da due occhi irriflessi
quando di te farò
un’idea
*
Sono l’inchiostro d’un foglio
Spesso ti incontro tra le pagine
Nessuna corrispondenza a parole
rende perfetta l’assenza
Potrò parlarti solo nel
grembo di questo velo
porterò con me
le tue somiglianze
Lasciarti detta
-concessa all’Eterno-
è restare
nel silenzio
*
Cara a me
Quando un viso assomiglia
al creato
ritrovo la mia amante
la guardo sempre
scendere dal cielo
o salire dall’abisso
annaffiare un fiore
o strapparlo
non fa differenza
Non cerco
la parola o il Verbo
– sempre detto –
ma solo
visi
amici
nemici
*
Forse sarai fiamma
Lo spettro di luce che agita la candela
non cessa di produrre un nuovo presente
su questa cera vive il passato
ritorno ad esso per il mio progresso
Ho capito che non sei questa fiamma:
ti trascini come cometa nel firmamento
sospesa nell’attimo
e custode dell’ombra
vivi nell’adesso
e nasci nel dopo
come la parola
che s’accende seguendo il pensiero
Tu non guardi al passato
come la mia candela
Non cercando l’infinito ho trovato
la siepe