Gennaio, da quanto tempo.
Volto straniero imperturbabile affacciato alle soglie del giorno riecheggia fra urla e menzogne il battito d’ali di un nuovo tempo.
Marzo, improvvisamente.
Accolgo marzo vestito d’argento, spalmando sui sogni una nuova luce. Le nubi si sciolgono in gocce di sole che mi scivolano sul petto, giù fino alle mani rivolte al cielo come una preghiera.
Inverno
INVERNO È il ritorno