•  
  •  

Segnali di fumo ,
segnali di fumo sulla città,
segnali di vita,
per chi non sa più dove va.

Il mare si infrange fragoroso
sulla spiaggia desolata,
i sogni rattrappiti dal sale,
come la pelle
di un vecchio marinaio
bruciato
dai troppi viaggi
per le vie del mare.
E mentre il cielo
mi accarezza la pelle,
attimi di eternità
mi sfiorano il viso;
e sogno la poesia
sulla mia limitata umanità.
Così mi inerpico col pensiero
in oscuri palazzi
ricchi di opere e di bellezze,
di quell’arte che tu tanto adorasti…
antiche icone,
rappresentazioni di mistici mondi,
dove dio e il divino
facevano ancora parte
del nostro cammino.

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.