Guardo l’orario, le lancette segnavano le 15:00 e penso “e ora cosa faccio”. Vado in camera, mi corico sul letto e comincio a pensare alle svariate cose che si possono fare alle 15:00 del pomeriggio: leggere, ascoltare musica, farmi una tisana… e alla fine non faccio nulla di quello che ho pensato, ma semplicemente da un momento all’altro mi ritrovo a fissare il soffitto…così, e non penso a nulla, vedo tutto nero dentro il mio cervello, come se mi trovassi in una camera senza porte e finestre, ed ho avuto paura!

Mi siedo sul letto di scatto, tiro un sospiro di sollievo, mi guardo intorno e la prima cosa che vedo sono le foto di me quando ero piccola e la mia famiglia, sorrido e penso a quanto bene gli voglio e poi con un movimento insensato, istintivo, boh non so neanche come definirlo, passo dal letto alla sedia e vedo cosa vi è adagiato sulla scrivania… i miei libri, belli sono i libri, e penso “un giorno li leggerò tutti piano piano, quando ho tempo”. Poi però ho pensato al mio tempo, a come si è trasformato in 2-3 anni, a quante cose sono successe, cose che mai lontanamente mi sarei immaginata di poter fare, forse perché fino a qualche annetto fa non credevo tanto nelle mie reali capacità, boh, sta di fatto che ho detto ” WOW”. Torno indietro nel tempo con i ricordi premendo il tasto (torna indietro) e ricomincio dagli ultimi 3 anni.

Da quando finito il liceo, ero sicura che una volta intrapresa l’università, tra milioni di difficoltà l’avrei finita e così via… non avevo minimamente idea di poter esser capace di fare le scelte che poi ho fatto. In meno di un anno mi sono ritrovata a fare tutt’altro, tante altre cose mai pensate. Ma, passavano le settimane, i mesi, gli anni e dentro di me cominciava a nascere un senso di insoddisfazione che mi logorava l’anima. Ho sempre cercato di non pensarci, di auto convincermi che comunque stavo imparando altre cose, che stavo crescendo non come volevo io ma non stavo certamente sprecando il mio tempo, ma quando capitava di stare (per me) troppo tempo senza fare nulla, mi saliva una tristezza infinita. Ad un certo punto, dopo circa un anno e mezzo forse, durante i 5 minuti, di un giorno invernale, pensai “ma chi me lo fa fare” la vita è una e anche se sto imparando altre cose, si, è vero, ma non è la mia vita, la mia vita è un’altra. Da quel giorno non ho smesso un solo giorno a volere e poi gradualmente ad essere convinta a desiderare di cambiare radicalmente la mia vita.

Io ho sempre voluto una vita piena, ho sempre voluto le giornate piene di cose da fare per poi tornare a casa stanca ma felice. E così ho fatto.

Ora sono qui e devo ringraziare un bel po’ di persone e me stessa, ma dopo 3 anni posso dire che riconosco la mia vita, l’ho ripresa, e quel vuoto, quel senso di insoddisfazione è scomparso e ora SI che mi sento soddisfatta delle mie giornate, di me stessa. Ora sto crescendo come voglio io. Sto sorridendo per i bei traguardi che ho raggiunto e che raggiungerò, ci saranno difficoltà si, ma ne varrà la pena.

Ilaria Bongiovanni

Sono una ragazza in cerca di nuovi orizzonti e di tutto ciò che può sorprendermi e stupirmi. Amo viaggiare e trovo nella scrittura un modo per far uscire me stessa e rifugiarmi nel 'mio mondo'.

Leave a comment

  • ©2016 Manifest. Tutti i diritti sono riservati agli autori delle singole opere.
  • Il blog è stato realizzato da Siti Web Torino.