Guardandosi.

Persa nel riflesso del mio specchio

Guardando una piatta immagine, priva di emozione alcuna.

Un corpo che non contiene più un’anima.

Sono davvero ciò che guardo? Guardo davvero ciò che sono?

Occhi spenti e cuore stanco.

Un volto segnato dalla vita

… una vita che infierisce continuando a marcare i segni…

… e scavare, scavare! Scavare sadicamente con la sua affilata lama.

Il sangue che sgorga non mi fa paura.  Temo piuttosto quello che viene tamponato e soffocato.

Quello che implode.

Implode in una nascosta e, al contempo, letale emorragia interna.

Non chiedo cure, non chiedo garze.

Lasciate solo che la ferita faccia il suo corso e che il sangue smetta di sgorgare da sé.

Io non sono un paziente

… e voi non potete improvvisarvi medici.

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