Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Pensierini

Sull’immanente bellezza

By Antonio Gigliotti
12 Aprile 2023 3 Min Read
0

Sebbene più volte abbia avuto modo di cogliere l’immanente bellezza latente nell’essere umano, questa, ora, a seguito della mia frequenza ad un laboratorio teatrale tutt’ora corrente, mi risulta così vivida e chiara da suscitarmi sgomento. Infatti, osservando i miei compagni, ho potuto constatare come questa si manifesti spontaneamente al netto dell’età, del sesso, della prestanza fisica o dell’espressività verbale e non, ma si badi bene che non si limita solamente al corpo. Questo risulta essere solamente il livello superficiale della sua manifestazione, seppur non meno significativo del più intimo e recondito, dove sembra albergare come una tenue fiammella vivificante che circonfonde col suo ardore l’intero essere. Difatti, al di là del palcoscenico, quasi fosse un fluido onnipervasivo, la bellezza sembra essere presente in ogni essere vivente, nonché nella vita stessa. Ora, per sviluppare questa mia riflessione, è necessario introdurre dapprima il concetto di psiche e, successivamente, il pensiero di James Hillman, noto psicoanalista, saggista e filosofo statunitense. A livello etimologico per psiche si suole indicare il soffio, il respiro, nonché l’anima, quindi la vita. Per quanto concerne, invece, il pensiero di Hillman, è opportuno sapere che egli concepisce un’ubiqua realtà psichica o anima vivificante propria della natura. Quindi, dacché la bellezza, secondo la mia esperienza, risulta presente intrinsecamente nella vita, e, dacché la vita è designabile con la psiche, ovvero con l’anima, si potrebbe dire che quest’ultima sia bellezza. Facendo un ulteriore salto argomentativo, collegando l’ubiqua realtà psichica o anima vivificante propria della natura di Hillman con quanto è stato appena detto, ecco allora che la natura è bellezza o, detto altrimenti, bello è ciò che risulta essere naturale a se stesso. Ma come conoscere se stessi e la propria natura se non attraverso il proprio Daimon, ovvero quel genio, quell’angelo o vocazione che ci guida nelle nostre esperienze? Ne Il codice dell’anima, Hillman, ripercorrendo le storie di alcune delle maggiori personalità di spicco del secolo scorso, mette in evidenza come al di là della dicotomia natura-cultura, quindi tra genetica e influenze ambientali condivise e non condivise, il Daimon agisce per la manifestazione dell’“immagine” con cui siamo venuti al mondo; l’immagine insita nella propria ghianda (da cui deriva il nome della teoria presentata nel suddetto libro) dimenticata al momento della nascita, così come ci dice il mito di Er contenuto ne La Repubblica di Platone. Quindi la piena e intima espressione di se stessi, ovvero della propria natura, coinciderebbe con l’incarnazione del proprio Daimon da cui, inoltre, deriverebbe la felicità, ricollegandosi al concetto di eudemonia o eudaimonia, termine greco composto da eu ‘buono’ e daimon ‘genio, demone’. A tal punto di questa mia riflessione, ritornando alla concezione dell’ubiqua realtà psichica di Hillman, come non riconoscere un’analogia fra questa e il concetto di Anima Mundi?  Con questo termine si suole indicare una grande anima universale che unifica e dà forma alle singole anime, così come afferma Plotino nell’ Enneadi quando asserisce che” questo universo è un animale unico che contiene in sé tutti gli animali, avendo una sola Anima in tutte le sue parti”. Quindi, nel chiedermi quale fosse il Daimon dell’anima universale, ho trovato risposta nella conoscenza di se stessa tramite la propria espressione nelle sue variegate forme, di cui noi siamo una parte infinitesimale. Questa condizione risulta sempre verificata, poiché, a meno che l’universo intero non ritorni al suo stato primordiale di “non-essere”, la vita fa esperienza di se stessa esprimendosi sia a livello degli astri quanto a livello vegetale e minerale e, magari, anche in quella parte di universo oggi conosciuto come “energia e materia oscura” che ne costituisce circa il 95%. Quindi essa è caratterizzata da un’eterna bellezza che comprende inevitabilmente anche noi stessi. Di conseguenza credo di poter affermare l’insensatezza delle frasi come “fai della tua vita un capolavoro”, semplicemente per il fatto che la nostra vita è già un capolavoro, così com’è; e che te, che ora stai leggendo, possiedi una bellezza che prescinde dal tuo aspetto fisico, dalla personalità e via discorrendo, una bellezza che t’appartiene in virtù del fatto che esisti e che sei qui nel fare esperienza della vita. In conclusione ci tengo ad esprimere la mia apertura e disponibilità per eventuali confronti, soprattutto se atti a confutare questa mia breve disanima e delle sue eventuali, data la sua folgorante nascita, fallacie argomentative al di là delle quali ho sentito comunque un forte bisogno di condivisione.

 

Letto: 71
Antonio Gigliotti

Facevo il quinto superiore quando mi ritrovai, con sorpresa, a scrivere la mia prima poesia che ,con quei versi, entrò in punta di piedi nella mia vita per poi diventarne, a poco a poco, un aspetto d'assoluta indigenza. Qual è il motivo per cui scrivo? Ebbene, scrivo per ritornare a Casa con la speranza che, nel farlo, possa portarci anche te che ora stai leggendo...

  • Antonio Gigliotti
    La stanza
  • Antonio Gigliotti
    Poesie d’Amore Eros e Agape (Vol. IV)
  • Antonio Gigliotti
    Ave Sanctus Ioannes
  • Antonio Gigliotti
    Dealbatio II
  • Antonio Gigliotti
    Ave Solis Meo
  • Antonio Gigliotti
    Ave Salus Mea
  • Antonio Gigliotti
    Poesie d’Amore Eros e Agape (Vol. III)
  • Antonio Gigliotti
    Sulla vita
  • Antonio Gigliotti
    Vita Nuova
  • Antonio Gigliotti
    Amor Vitreo III
  • Antonio Gigliotti
    Opus Magna
  • Antonio Gigliotti
    Requiem
  • Antonio Gigliotti
    Amor Vitreo II
  • Antonio Gigliotti
    Poesie d’Amore Eros e Agape (Vol. II)
  • Antonio Gigliotti
    Miserere mei
  • Antonio Gigliotti
    Lo strumento d’Amore
  • Antonio Gigliotti
    Il sonno di Endimione
  • Antonio Gigliotti
    San Sebastiano, o il martirio d’Amore
  • Antonio Gigliotti
    Apocatastasi
  • Antonio Gigliotti
    Amor Vitreo
  • Antonio Gigliotti
    Lilium Sige
  • Antonio Gigliotti
    Canticum Aeternum
  • Antonio Gigliotti
    Delirio
  • Antonio Gigliotti
    Mors Amoris
  • Antonio Gigliotti
    La piccola fiammiferaia
  • Antonio Gigliotti
    La promessa d’amore
  • Antonio Gigliotti
    “The Rose” di Darean ÅM Isman e Antonio Gigliotti
  • Antonio Gigliotti
    Giuditta
  • Antonio Gigliotti
    La pietà
  • Antonio Gigliotti
    Il bacio
  • Antonio Gigliotti
    Oh,dolce rosa

Tags:

anima mundibellezzadaimonilcodicedellanimajames hillmanPlatoneplotinoteatro
Author

Antonio Gigliotti

Facevo il quinto superiore quando mi ritrovai, con sorpresa, a scrivere la mia prima poesia che ,con quei versi, entrò in punta di piedi nella mia vita per poi diventarne, a poco a poco, un aspetto d'assoluta indigenza. Qual è il motivo per cui scrivo? Ebbene, scrivo per ritornare a Casa con la speranza che, nel farlo, possa portarci anche te che ora stai leggendo...

Follow Me
Other Articles
Previous

“Un uso qualunque di te. Dieci anni dopo” di Sara Rattaro

Next

Seconda tappa di “Strade di Memoria” all’Antico Mulino delle Fate

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme