Perché vaccinare i bambini? Vaccinazioni SI o NO?

Le vaccinazioni hanno permesso nell’ultimo secolo di migliorare lo stato di salute delle popolazioni in toto nel mondo.

Durante il periodo di gravidanza il bambino vive in un ambiente sterile, dopo il parto entra in contatto con l’ambiente esterno. Per sviluppare le difese immunitarie del soggetto bisogna vaccinare il bambino fin dai primi mesi di vita, è importante per proteggerlo in modo efficace e sicuro da malattie infettive talvolta gravi che lo potrebbero esporre anche a complicazioni.

Vaccinare il proprio bambino significa proteggere non soltanto lui, ma anche tutti gli altri bambini, anche quelli che non possono essere vaccinati o non lo sono ancora stati. Vaccinarsi non è sinonimo di malattia, la persona viene vaccinata  perché sta bene,  non perché e malata, dunque la sua funzione è quella di aumentare  le proprie  difese immunitarie per  la prevenzione primaria delle malattie infettive, mettendo al sicuro da malattie gravi o che possono causare importanti complicanze, sequele, disabilità, lieve o grave, di qualsiasi genere essa sia e morte.

Raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali è il mezzo per garantire alla popolazione la radicazione o la scomparsa, o il controllo di alcune importanti malattie. In una comunità nella quale la maggioranza degli individui è vaccinata e quindi immune, anche i soggetti che non possono essere vaccinati perché troppo piccoli o perché hanno malattie che impediscono le vaccinazioni, saranno protetti. In questa prospettiva la vaccinazione rappresenta oltre che una protezione del singolo, anche un atto di solidarietà e di senso civico che contribuisce a migliorare il livello di salute dell’intera comunità.

Dobbiamo fare memoria storica, nel nostro Paese alcune malattie infettive, come ad esempio la poliomielite,  anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; hanno mietato vittime creando morti e disabilità lieve o grave di qualsiasi genere essa sia.

In Italia le vaccinazioni obbligatorie sono 10, mentre altre sono volontarie, per quanto previste dal Piano nazionale per la prevenzione vaccinale e caldamente raccomandate dal Ministero della salute.

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Che cosa succede se un genitore non vaccina il proprio figlio?

Per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni, la mancata esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie comporta il pagamento di una multa da 100 a 500 euro. Tra 0 e 6 anni, inoltre, c’è il divieto di ingresso in asili nido e scuole d’infanzia.

Per bambini e ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo (primarie, secondarie e primi due anni delle superiori) non è invece previsto il divieto di accesso a scuola.

I bimbi che frequentano le scuole dell’obbligo e non possono essere vaccinati per documentati motivi di salute verranno inseriti in classi nelle quali non sono presenti altri minori non vaccinati.

Le vaccinazioni, però, mettono ancora molta preoccupazione nei genitori che temono che il vaccino possa avere effetti negativi. È necessario aiutare i genitori a conoscere il funzionamento delle vaccinazioni sfatando alcuni luoghi comuni e fornendo le giuste informazioni per affrontare una vaccinazione, consapevoli dei suoi effetti positivi e dei suoi possibili rischi.

Antonio Carchidi 

Valeria D'Agostino

Nata e cresciuta a Lamezia Terme, ha 29 anni, i suoi studi sono giuridici ma attualmente è la letteratura ad essere al centro di ogni cosa. Componente del blog collettivo Manifest. Corrispondente per un giornale locale, collabora con alcune riviste nazionali online. È vicepresidente di Scenari Visibili, associazione culturale teatrale, fa parte del direttivo TIP Teatro. Appassionata di poesia, antropologia, luoghi e paesaggio.

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