Le donne verso la denuncia: “non lasciamole sole”

 

 25 novembre.

Giornata contro la violenza sulle donne.

 

In aggiunta a quanto mi trovavo a scrivere ogni anno, durante questa giornata, posso dire che il fenomeno – in netto aumento -, sarebbe da contrastare a partire dalla denuncia. Ma non solo.

Subito dopo la denuncia, infatti, la vittima viene lasciata sola nell’89% dei casi: c’è omertà, a partire dalla sua stessa famiglia. Solitamente, o si spinge la donna a non denunciare o si spinge a ritirare tutto. “Per il bene di tutti”, sembra essere questo il leitmotiv sentito e risentito.

Spesso sono proprio le donne a non essere affatto di aiuto. Mamme, in primis, a seguire zie, cugine, amiche. “Lascia stare. Magari adesso cambia. Ma quale denuncia? Poi tutto il paese ne parlerà! Ricordati che hai dei figli”.

Sono solo alcune delle esclamazioni pervenute da donne succubi per anni e anni degli uomini della propria casa. Ma una verità di fondo, sebbene triste, c’è : la dipendenza economica. Spesso le vittime non trovano il coraggio di mollare la bestia perché le fornisce il denaro per vivere, per crescere i loro figli.

Allora è il caso di dire che per combattere un dramma dis-umano è necessario agire in termini di prevenzione.

Come? Praticando la cultura, la sensibilizzazione delle coscienze. La libertà. L’autodeterminazione. Ma in questo siamo tutti complici. Lo Stato in cui viviamo, i nostri governatori, coloro che insistono con campagne elettorali razziste, discriminatorie, sempre distanti dal dare le condizioni di esercizio di certo diritti, come l’uguaglianza, le pari opportunità.

Dietro questo fenomeno c’è tanta ignoranza, certo, ma a fare del male oggi sono anche uomini incravattati, gente che sta al potere. Che appare invece preparata e colta.

Tutto muta, però. Tranne il maschilismo che ne sta alla base, e da cui occorre allontanarsi con urgenza, soprattutto se vogliamo sperare che le nuove generazioni siano migliori.

Oggi l’appello è verso le donne per le donne.
L’invito è quello di fare rete. Ma oltre gli slogan. Oltre l’accezione meramente politica e quindi vuota.
Fare rete come dialogo rinnovato. Come ascolto. Come preghiera.

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