Descrizione di un momento.

 

Concerto jazz al museo.
Sulle note di ‘Back home again in Indiana’,
un signore sulla cinquantina,
scorrendo con il dito nella home page,
chiama la moglie attenta.
Lei, nel suo movimento leggero e disinvolto,
indossa gli occhiali da vista
per guardare ciò che il marito ha da mostrarle:
il post.
La musica finisce.
Gli applausi.
E parte: ‘Baby won’t you please come home’
di Charles Warfield e Clarence William, 1919.

Laura Lorà.


Vague Krakow

 

I remember hardly anything about the Krakow trip. Only little moments that come in my mind as flashes.

For example, I remember the train and me sleeping with you, in your arms. We were just sleeping, no more, but enough. Enough for me to understand.
And then I remember also you were so jealous. You turned off your mobile, and I tried to call you many times, I was crying in the bus.
It was cold on the day we visited Auschwitz. Minus twenty maybe, lots of snow around. It was already a sad kind of day, also if I should have seen it before.
I was crying in that bus for you. But why? You were completely right to be jealous, I hadn’t liked you any more for months but I was not able to confess it to you, not even to myself.
Sometimes, things become clear after years. I was blind to my feelings. I still am now probably and I will see later, in the next parts of my life.
You paid part of that trip for me, I remember. You wanted to help me to be more free, but not a lot.
I was there for seven days, and for seven days I received seven letters from you at home. I don’t remember what was written in them. My mind says just lots of “I miss you”. In all seven letters from each of the seven days. The words repeated and repeated until they lost all meaning.

This is what I remember clearly of what was around a trip, counting the days before and the days after it.

 

 

LauraLorà

(I want to thanks my friend Bethan for helping me in writing english correctly)

 


Decidere l´amore.

La mattina mi piace stare sotto le coperte e prendere gli abbracci che non mi dai.

Poi, si, nella vita si fanno miliardi di scelte. Perchè all’inizio sono solo milioni, ma poi per ognuna di esse se ne aggiungono altre. E poi sono così tante, cavolo!

Ed ora devo scegliere dove stare. Ma io in effetti ancora non so, dove? Ora che mi sembra cosi impossibile stare ferma. In ogni caso è una grade decisione adesso. E mi sono data la scadenza a fine mese (cioe´ieri), spero tanto di riuscire a rispettarla. Perfetto, tempo scaduto!

Non é cosi semplice decidere l’amore ora.

I tuoi occhi azzurro cielo sono sempre li a guardarmi e ad aspettare la mia decisione. Ma non ti aspetti niente perchè sono mie sia la domanda che le eventuali risposte.
Amburgo è una bellissima città, fredda. La lingua che avvolge l’altra lingua. E poi? Non è un’indecisione. In fondo ho già preso una scelta. Ma non ho il corraggio di esporla, perchè ho paura delle conseguenze. Si, lo ammetto, ho paura.

Ma poi noi parliamo due lingue diverse e sarà sempre difficile essere chiari.



Dove mi trovo? Non importa.

Cominciare a ridere senza alcun motivo e avere l’impressione di star fingendo. Ma perché se non è vero, non riesco a fermarmi? E soprattutto perché rido?
Appena mi siedo a terra chiudo gli occhi un secondo, li riapro e le mie mani girano gesticolando, ho tantissime mani che circolano e si incrociano guardando Giusi.
Stavo guardando tutto da sobria, perché provavo ad esserlo per non perdermi ciò che stavo vivendo. Ed ero tra la vita e la morte. Una morte piena di sensazioni. Quante volte vorrei morire allora?
Per farmi sentire in colpa mi hanno mandato in inferno in un girone dove la mia colpa mi girava nella testa senza darmi pace, ma essendo sobria ho deciso di abbandonarmi a questa dura pena e farla mia, ora è un divertimento. Read more


Venti minuti

Mi vesto in fretta, circa un minuto e mezzo, prendo il taxi e –Fast, fast, fast, I’m in late, I’m missing the flight.
E invece, stavo perdendo la possibilità di stare altri venti minuti con lui, all’aeroporto, nelle sue braccia.
I nostri occhi, i miei così neri ed i suoi così azzurri, così diversi, in quel poco tempo sembrato eterno erano così uguali, lucidi, colmi di incertezze. Read more



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