Venti minuti

Mi vesto in fretta, circa un minuto e mezzo, prendo il taxi e –Fast, fast, fast, I’m in late, I’m missing the flight.
E invece, stavo perdendo la possibilità di stare altri venti minuti con lui, all’aeroporto, nelle sue braccia.
I nostri occhi, i miei così neri ed i suoi così azzurri, così diversi, in quel poco tempo sembrato eterno erano così uguali, lucidi, colmi di incertezze.
La porta automatica si apre, e nulla (o tutto), venti minuti tra le tue braccia, intorno a noi solo voci sbiadite.
Per un attimo ritorno nel mondo reale, capisco dove sono e cosa ho fatto, e comincio a sorridere senza motivo.

Esattamente quello che stavo perdendo è ora mio.
Anche se ora è partito, e passeranno mesi, e non sappiamo quello che succederà. Ora quell’abbraccio che desideravo è mio.
Sono le 12:50, solo un’ora, il volo per Amsterdam, devi andare, c’è molta gente in fila.

Piango, ma sorrido. Comunque vada, quell’abbraccio è MIO.
Lo penso mentre ti inseguo con lo sguardo, mentre ti saluto da lontano, e poi sparisci dietro l’angolo.
L’ho fatto davvero, ho preso il taxi e sono scappata dritta da lui, per quei venti minuti infiniti di abbracci.

 

LauraLorà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.