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Sognavo il giorno che saremmo rimasti

Tu e io soli a contemplarci

Aspettavo quel momento

Totalmente atterrito

Da impalpabili visioni

E’ inutile che ti racconti

Tutte le volte che ti ho abbracciata

Nel fluire bizzoso dei momenti

Di quando lo spazio e il tempo

Ci teneva distanti

(Oppresso da legioni di ricordi)

Ma marcio lo stesso

Incurante del gelo che mi vibra

Incurante della solitudine

che i fantasmi non popolano più

Incurante persino di me stesso:

Anima sola

Nel solco della notte

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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