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Nel lato più occidentale della Marinella (attuale isola Ovest), posta in prossimità del torrente Zinnavo, confine tra Lamezia e Gizzeria, è collocata la più antica costruzione della zona. Qui vi abitava il mezzadro con la sua famiglia, che coltivava la terra per conto e su concessione del proprietario. Occorre, tuttavia, una premessa.
Dove oggi è situato il residence Marinella fino agli anni 50′-60′ vi erano ampi campi coltivati che terminavano in prossimità della spiaggia. Chi percorreva la statale che ancora oggi attraversava queste zone si trovava davanti un paesaggio diverso da quello attuale. La bonifica fascista, avendo assicurato grandi terreni coltivabili, consegnava un’ampia pianura sulla quale non vi erano ancora gli insediamenti industriali odierni. Le abitazioni erano rade e rustiche, vivendovi solo coloro che lavoravano i terreni, essendo il gran numero delle persone concentrate nei centri cittadini. I contadini, tuttavia, non erano proprietari dei campi che coltivavano. Essi ottenevano in concessione dai grandi possidenti il diritto di abitare e lavorare in esclusiva la terra loro assegnata, dovendo al latifondista una somma di denaro o una quantità determinata dei beni prodotti.
Non erano però tempi facili per i grandi proprietari. Le numerose rivendicazioni dei contadini avevano minato il loro potere contrattuale e col passare degli anni l’attività agricola, rilevandosi sempre meno redditizia, aveva spinto i latifondisti a cedere il diritto di proprietà delle loro terre. Tra queste vi fu anche quella zona che oggi è la Marinella.
Si può adesso tornare alla storia del casolare e delle persone che vi abitavano. Essi provenivano dalla Sicilia, erano di umili origini e trascorrevano la propria vita sui campi. Con la vendita in blocco dei terreni tra i primi acquirenti vi furono quattro dei sette fratelli che si erano stabiliti lì assieme al mezzadro, loro padre. Essi, ottenuta la proprietà degli appezzamenti di terra, vi edificarono le proprie abitazioni ancor prima che avesse luogo l’avvio della costruzione del complesso residenziale consistente nei condomini e nelle villette, abitandovi ancora oggi. La loro fu una vita semplice, abitudinaria, fatta di sveglie all’alba, di lavori al freddo o sotto il sole estivo.
C’è da chiedersi cosa spinse quelle persone a trattenersi una vita intera su quella terra che a volte gli è stata ingrata per il magro raccolto o per la fatica patita. Forse fu la naturale bellezza del posto, forse la spiaggia misteriosa raggiunta nelle notti estive, per evadere dalle incombenze e per affidarvi pensieri inespressi e nascosti, quel golfo ancora naturale, privo della mano deturpatrice dell’uomo. Perché nessuno può negare che dire “Marinella”, pronunciare il suo nome, equivalga a dire spensieratezza, amenità, bellezza e pace. “Marinella” significa non solo un luogo, ma un modo di essere e di vivere che si colloca fuori dal tempo.
Come per quei lontani primi abitanti anche per coloro che vi si recano oggi vi sono le stesse sensazioni e gli stessi ricordi, che consentono a questa bellissima storia di proseguire ancora a lungo, almeno fin quando vi sarà qualcuno che si prenderà cura di questo luogo amandolo e coltivandolo.

Di Francesco Giuseppe Murone

25 anni. Amo la Grecia antica e le montagne. A Lamezia sono a casa.

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