Logica di sabato sera

Ormai saranno più meno 3 anni che vivo in una città sconosciuta, mai sentita, certa “Lamézia Terme”. Ormai, dopo 3 anni, è piuttosto chiaro di non essere più  soltanto una città sconosciuta. Dallo iniziale affascinamento appena arrivata, immersa nella mia vita preferita, fatta delle ombre nascoste nel silenzio della Luna, o al contrario timidè sfumature  del passato sotto il sole intenso e profumo di mare. Come incantevole centro storico con i suoi palazzi vuoti, stradine oscure e i lampadari. Quelli che rievocano periodo del 800. Lontana Rus. Mosca. Non è che io ci sono mai stata, ma in ogni racconto di quella epoca lo vedi. Vedi i batuffoli di neve bianca, delicatamente illuminata dalla luce offusca di colore ocra.
Scelgo di rimanere. Di ricominciare da qui.
Al inizio era così. “Che bella città”.
Dopo lento ingresso, lenta entrata nella profondità delle mura secolare di una città ignota, dove tutti avevano qualche cugino da qualche parte, ho  cominciato percepire  delle stranezze .
“Che strana città”.
E sì. Lamezia Terme è così. È proprio strana.
Lasciamo perdere per sta volta il degrado della educazione morale e soprattutto civica che non potrei capire mai, la spazzatura. Con un paradosso!  Se ti scordi buttare la tua merdacia nel tuo bidone  personale , potrei anche scordarti di butarlo da qualche altre parte! Mai! “Questo è la nostra spazzatura! “
“E dov’è lo butto?”
“Non so. Magari dietro cespuglio?” Meglio no?

Guarda che anche io pago la spazzatura, pirla!

Quando mi sono emersa nella mia nuova vita fatta di sofferenze e rinascimento, ho cominciato uscire di notte come gatti silenziosi e quasi invisibili mentre ci osservano di nascosto. Io adoro osservare la gente. Molto di più di infiltrarsi tra la massa. Non ho mai avuto questa necessità.
Il primo impatto era immediato e fortissimo. Dopo lungo periodo di letargo mi sono trovata in un mare in burrasca. Lo chiamavano “Movida”.
Oggi non c’è più. Se disciolta.
Club dopo club cominciava crollare sotto il peso di dovere e combattere per la sopravvivenza. Club, ristoranti, bar sparivano dalla circolazione velocità impressionante.
“Che sta succedendo? “mi stavo chiedendo .

E se poi, ultimo posto ancora funzionante, riempito ormai soltanto di Sabato, per la felicità di tutti quanti -tra ne me- , come un formicaio, nella piena euforia e nel pieno entusiasmo assorbiti dal suono del comandante DJ, viene in certo punto interrotta violentamene in totale silenzio? Come quando si blocca il vecchio vinile.
“Ma perché?” mi chiedo.
“A quale scopo?”
“Che senso ha che viene la polizia con la sua bella uniforme, lo sguardo serio e ci blocca il divertimento? Sabato?”

Come si può sopravvivere la pesantezza delle tasse su ogni minchiata che deve pagare un libero professionista in una città con tale disoccupazione chiudendo locale un giorno così, per caso, forse non c’era niente più interessante in giro?
Oppure così lo stato ci obblighi di consumare più alcolici?

O non so trovare un’altra logica.

Ma le tasse, cari dipendenti pubblici, da dove vengono? Lo sapete?

Monika Momon

Mi presento? Sono una Madre. Ma non ho figli. Sono una che sceglie sempre la via più tortuosa. E non so perché. Sono una che ha imparato ad amare! ( ma che fatica😎) E sono una che è convinta che : "La rovina dei figli, sono i loro genitori."

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